Si è tenuto un profondo e articolato incontro di presentazione del nuovo libro di don Claudio Dell’Orto, “La medicina del cuore”. Diversi relatori e testimoni hanno offerto spunti di riflessione e chiavi di lettura sul tema della sofferenza, della fragilità e della speranza. L’incontro si è trasformato così in un laboratorio di idee che ha offerto preziose chiavi di lettura sia sul piano spirituale che su quello psicologico ed esistenziale.
Maria Rosa Strada: Accoglienza e affidamento nella depressione
La psicoterapeuta Maria Rosa Strada ha aperto la riflessione soffermandosi sull’esperienza profonda e spesso invisibile della depressione. Ha evidenziato come di fronte al buio dell’anima sia fondamentale abbandonare l’illusione delle soluzioni sbrigative o le sollecitazioni imperative, come il classico invito a «reagire», che finiscono solo per colpevolizzare chi soffre. Il vero percorso di guarigione richiede invece tempo, pazienza e un duplice movimento di fiducia: da un lato l’affidamento alla scienza medica e alla psicoterapia per curare la mente e il corpo, dall’altro l’apertura alla dimensione spirituale e alla preghiera per ritrovare il senso profondo dell’esistenza.
Don Romano Martinelli: la sofferenza vissuta come forma d’amore
Nel suo intervento, don Romano Martinelli si è addentrato nel mistero del dolore vissuto come forma alta e paradossale d’amore. Posa l’attenzione sulle ferite interiori causate da delusioni, tradimenti e abbandoni, traumi che portano la persona a piegarsi su se stessa e ad abbassare lo sguardo sul mondo. Per superare questa paralisi, don Romano propone un vero e proprio cammino di “riabilitazione dell’anima”: un processo che chiede di sapersi fermare, di fare chiarezza dentro di sé e di scomposizione analitica dei problemi per evitare di esserne sopraffatti, ritrovando così la postura eretta e la forza per ricominciare a camminare.
Don Paolo Fontana: la speranza come certezza per il futuro
Intervenuto per la pastorale della salute della Diocesi di Milano, don Paolo Fontana ha offerto una densa meditazione sul valore teologale ed esistenziale della speranza. I beni e le consolazioni di cui facciamo esperienza nella vita non sono che segni anticipatori di una promessa più grande, capace di rendere il futuro un approdo sicuro ed entusiasmante. Quando l’orizzonte di domani viene percepito con la certezza di una bontà di fondo, anche il presente più duro e gravato dal dolore cambia colore: la persona riacquista la consapevolezza che «c’è ancora tempo» e che la propria storia non è giunta al capolinea.
Don Claudio Burgio: rigenerare la vita dalla malattia
Portando la sua ricca esperienza al fianco dei giovani e dei più fragili, don Claudio Burgio ha focalizzato la sua testimonianza sulla possibilità concreta di rigenerare la vita. Paragonando certe forme di prostrazione esistenziale a vere e proprie patologie dello spirito, ha ricordato che nessuna caduta è definitiva. La sofferenza, per quanto devastante, può diventare il terreno in cui germoglia una rinascita, dimostrando che dalla malattia dell’anima si può risorgere per approdare a una maturità e a un’autenticità del tutto nuove.
Don Paolo Selmi: l’ascolto della sofferenza urbana
Infine, don Paolo Selmi ha portato la voce della Casa della Carità e della Caritas, descrivendo l’impegno quotidiano come una presenza attiva nella “trincea” delle nuove fragilità sociali. L’azione caritativa – ha sottolineato – non deve ridursi ad assistenzialismo, ma deve farsi gesto profetico capace di interrogare l’intera comunità. Per fare questo, occorre abbattere filtri e barriere burocratiche o ideologiche, lasciandosi guidare direttamente dai bisogni reali delle persone e mettendosi in profondo ascolto della “sofferenza urbana” che attraversa i nostri quartieri e le nostre strade.







