Ci sono luoghi che raccontano una città meglio di qualsiasi cartolina. Via Federico Confalonieri 3, nel cuore del quartiere Isola, è uno di questi.
Isola è sempre stata un quartiere di confine. Separato dal resto di Milano nella seconda metà dell’Ottocento dal tracciato della ferrovia, ha costruito nel tempo un’identità forte, popolare e operaia, fatta di case di ringhiera, edilizia residenziale pubblica e una comunità che ha saputo conservare il senso di appartenenza anche quando il quartiere era noto come rifugio della malavita milanese.
Oggi Isola è il luogo dove convivono due anime della città. Da una parte le case popolari, dall’altra i grattacieli e il Bosco Verticale, simboli della Milano globale e contemporanea. Una periferia nel centro e, allo stesso tempo, il centro della periferia: una cerniera urbana dove mondi diversi si osservano, si sfiorano e imparano a convivere.
Proprio in questo scenario, in uno spazio comunale che torna a vivere come presidio sociale e culturale, prende forma la Biblioteca dello Sport Gianni Mura, un progetto realizzato dall’associazione Altropallone e capace di ricucire non solo lo spazio urbano, ma anche le relazioni tra le persone.
L’assegnazione rientra nel programma “Sefémm”, avviato nel 2022 dall’assessorato al Demanio per valorizzare gli immobili comunali inutilizzati e restituirli alla collettività. Il progetto punta in particolare al recupero dei piani terra degli edifici di edilizia residenziale pubblica e di altri spazi sfitti, trasformando ex portinerie, negozi e uffici dismessi in luoghi di socialità, cultura e servizi di prossimità.
In quanto luogo aperto al quartiere, la Biblioteca è un presidio culturale che mette in relazione residenti, appassionati, studiosi e giovani attraverso il linguaggio universale dello sport.
La biblioteca è intitolata a Gianni Mura, una delle firme più autorevoli del giornalismo italiano, scomparso durante i mesi più drammatici della pandemia di Covid. Il suo patrimonio librario costituisce il cuore della raccolta: circa 2.600 volumi provenienti dal suo fondo personale sono entrati a far parte del patrimonio del Sistema Bibliotecario di Milano, rendendo accessibile a tutti una collezione unica.
Un progetto nato da un’idea condivisa
L’iniziativa è stata ideata dal giornalista Paolo Maggioni, volto storico della Domenica Sportiva, insieme a Michele Papagna, anima dell’associazione Altropallone.
Non è un caso che proprio Altropallone sia tra i promotori del progetto. Dal 1997 l’associazione assegna un premio che valorizza l’impegno sociale, etico e solidale nello sport, proponendosi come alternativa simbolica al Pallone d’Oro. Gianni Mura ne fu il vincitore già alla seconda edizione, a testimonianza di una visione dello sport come fenomeno culturale prima ancora che agonistico. Anche il Salone Internazionale del Libro di Torino ha creduto fin dall’inizio nell’iniziativa, contribuendo a darle visibilità e sostegno.
Oggi Gianni Mura riposa idealmente anche nel Famedio del Cimitero Monumentale. Eppure è facile immaginare che il suo spirito si senta ancora più a casa qui, nel cortile di una casa popolare che osserva dal basso lo skyline della nuova Milano. Quasi una forma di resistenza gentile, dove la cultura continua a essere accessibile, condivisa e profondamente legata alle persone.
L’inaugurazione della biblioteca, lo scorso febbraio, ha trasformato quel cortile in una piazza: oltre quattrocento persone, tra i protagonisti del giornalismo sportivo italiano e gli amici di Mura, si sono ritrovate per rendere omaggio alla sua eredità culturale.
Una rete che va oltre i libri
A custodire questo patrimonio non ci sono soltanto gli scaffali. C’è una comunità che può contare su una rete di volontari che immagina la Biblioteca dello Sport Gianni Mura come un luogo vivo: uno spazio dove conservare libri significa anche produrre incontri, promuovere iniziative e creare occasioni di crescita condivisa.
In un quartiere che negli ultimi anni è cambiato profondamente, questa biblioteca rappresenta forse il simbolo più autentico di una trasformazione possibile: quella che non cancella la memoria, ma la mette al servizio del futuro. Una città si ricuce anche così: un libro alla volta, una storia alla volta, una partita guardata insieme in un cortile.









