Come Partito democratico, Civici, Riformisti e Verdi abbiamo depositato un documento di maggioranza da votare in Consiglio comunale invitando il Sindaco a coinvolgere rappresentanti delle città di tutto il mondo in un summit e nella stesura di una “Carta” che impegni tutti in azioni concrete per favorire processi di risoluzione dei conflitti.
Nell’attuale e sanguinoso disordine mondiale, appare non solo opportuno ma necessario rilanciare occasioni di incontro, di dialogo e di cooperazione per costruire ponti tra le comunità.
E vogliamo offrire a Milano questa opportunità di essere un ponte per la riconciliazione fra i popoli, ospitando una Conferenza Internazionale dei Sindaci per la Pace. Crediamo che la nostra città, che ha visto crescere il proprio ruolo e prestigio nella società globalizzata, forte di un’organizzazione e risorse culturali e relazionali consolidate, abbia la capacità e le potenzialità per ospitare un evento di tale portata. Finora Milano si è distinta per la capacità di catalizzare l’interesse internazionale su temi legati al mondo economico, sportivo, culturale, finanziario. È ora che prenda la parola anche sui grandi valori della comunità mondiale. Invitiamo perciò il Sindaco e la Giunta ad avviare con urgenza e di concerto con le istituzioni pertinenti le procedure per la promozione e l’organizzazione del summit internazionale dei primi cittadini.
Il documento – che si ispira a quanto fatto dal sindaco di Firenze Giorgio La Pira nel 1955 con il Convegno mondiale dei sindaci per la pace e dal sindaco Aldo Aniasi che negli anni ’70 promosse numerosi incontri tra i rappresentanti delle maggiori metropoli mondiali –, prevede in sintesi che Milano coinvolga città europee, istituzioni, associazioni, organizzazioni internazionali e rappresentanti delle città di tutto il mondo con l’obiettivo di elaborare proposte e strategie concrete per la risoluzione pacifica dei conflitti e il rafforzamento dei legami di solidarietà tra le comunità.
Un lavoro da fare insieme al Parlamento europeo affinché sostenga e accompagni gli sforzi delle città per la pace, che possa portare alla stesura di una Carta che impegni tutte le città coinvolte con azioni concrete per favorire processi di pace.








