Sono intervenuta a rappresentanza dell’Amministrazione comunale nella celebrazione dedicata al Centenario del ritorno dei Servi di Maria a Milano, una storia che intreccia fede e responsabilità civile, devozione e carità nel segno della fraternità; una cerimonia solenne alla presenza del neo Priore Generale dell’Ordine, fra Sergio Ziliani, e del Padre provinciale, fra Giuseppe Corradi e con la solenne esecuzione musicale del Coro Loggionisti della Scala.
I Servi di Maria arrivarono a Milano nel 1288. Inizialmente si stabilirono fuori dalle mura cittadine, poi dal 1317 si trasferirono all’interno, dove costruirono la chiesa di Santa Maria dei Servi, nell’area dell’attuale Basilica di San Carlo al Corso. Tra le figure più note legate al convento vi fu il beato Giovannangelo Porro, morto a Milano nel 1505.
Il convento fu soppresso in epoca napoleonica e la chiesa divenne parrocchia, accogliendo fedeli di diverse comunità del centro. Tra i battezzati illustri figurano Federico Ozanam (1813), il beato Contardo Ferrini (1859) e Armida Barelli (1882). I frati rientrarono ufficialmente nel 1926 e nel 1944 assunsero anche la guida della parrocchia dell’Addolorata a San Siro.
In quegli anni operò a Milano anche padre David Maria Turoldo, il prete poeta, filosofo e teologo che durante l’occupazione nazista aiutò ebrei e membri della Resistenza e promosse la “Messa della carità”, una efficace iniziativa solidale a sostegno dei più bisognosi, sostenuta da frati, volontari e fedeli. Più recentemente è stato priore di San Carlo fino al 2016 padre Ermes Ronchi. Il loro impegno testimonia la presenza attiva dei Servi di Maria nella vita religiosa e sociale della città.
Questa scelta di servizio mostra come, fin dal loro rientro a Milano, i frati – insieme alle sorelle Serve di Maria e ai laici che vivono la spiritualità dell’Ordine nel contesto secolare – abbiano intrecciato in modo stretto il loro cammino con quello della Chiesa ambrosiana e i bisogni della città stessa. La loro presenza non si è limitata all’ambito religioso, ma ha animato il tessuto urbano con iniziative, relazioni e opere che hanno reso il Vangelo una proposta viva, capace di dialogare con la realtà civile e sociale milanese.
Un ordine che fa della fraternità il suo valore intrinseco, come dono e vocazione condivisa all’insegna di tre caratteristiche fondamentali:
1. la devozione a Maria;
2. la misericordia, a partire dall’ospedale in cui l’Ordine operava in origine, luogo in cui si manifestava tangibilmente la compassione e l’attenzione verso chi soffriva;
3. l’amicizia: l’Ordine nacque da un legame profondo tra i Sette fondatori, uniti da autentica comunione.
Personalmente ringrazio per la bella e calda accoglienza riservatami. Nella foto di copertina compaiono accanto a me Padre Philomineraj Maria Amburose (O.S.M.), parroco della Basilica di San Carlo al Corso, e l’avvocato Carlo Lanfranco Silvio Ginaldi, Consigliere della Fraternità Secolare (Compagnia Laica) di Milano dell’Ordine dei Servi di Maria.
Sono stata felice anche di fare la conoscenza di Fra’ Matthew Maria Otika (O.S.M.), Vice-parroco della Basilica di San Carlo al Corso e Assistente Spirituale della Fraternità Secolare dei Servi di Maria di Milano, che ha seguito i Novizi Servi di Maria Secolari che hanno celebrato in occasione del Centenario la loro Ammissione; Fra’ Joseph Maria Matuvo (O.S.M.) e Fra’ Anbarasan Maria Thinaese, membri semplici della Comunità dei Servi di Maria di San Carlo. Della Comunità di Frati Servi di Maria fa parte anche Fra’ Giovanbattista Pesci, col ruolo di Vicario della Comunità medesima.
In particolare, è stato commovente il momento in cui da Padre Philomineraj mi ha posto un bellissimo scialle sulle spalle, ripetendo un rito tradizionale Tamil, proprio dell’India del sud. Ha voluto così onorarmi con un’antica e bellissima tradizione della cultura chiamata “Ponnadai porthuthal” (பொன்னாடை போர்த்துதல்). Un gesto riservato a figure di grande importanza per dimostrare profondo rispetto, onore e gratitudine. Un gesto che davvero mi ha commossa e mi ha fatto sentire non solo accolta, ma anche molto ben voluta.







