“Essential” è il nome delle Torce dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 all’insegna della sostenibilità. Create dallo Studio Carlo Ratti Associati e da Cavagna Group, le Torce sono un simbolo di innovazione e sostenibilità e rappresentano il perfetto equilibrio tra tecnologia e utilizzo di materie prime rinnovabili. «Il messaggio che cerchiamo di comunicare con il design della Torcia è di ridurre al minimo tutto ciò che non è necessario», ha detto Carlo Ratti. «È questo che fa la Torcia, mettendo la fiamma al centro e riducendo al minimo tutto il resto. Sostenibilità significa non utilizzare ciò che non è necessario. E quindi quello che abbiamo fatto con la Torcia è stato mettere la fiamma al centro e ridurre al minimo tutto il resto».
Dopo aver percorso oltre 12.000 chilometri e attraversato più di 300 comuni italiani, la Fiamma olimpica è giunta a Milano, passando di mano in mano in una grande staffetta che ha unito tutta la città e attraversando luoghi (come come l’Ospedale di Niguarda dove sono ricoverate le giovani vittime dell’incidente di Crans-Montana) e storie significative (come quella dei ragazzi e delle ragazze di diverse generazioni degli istituti Martinitt e Stelline), per far incontrare storie, fragilità e cura.
Ero anch’io in piazza Duomo con migliaia di persone ad accogliere l’arrivo della fiaccola, portata da Nicoletta Manni, étoile del Teatro alla Scala, che ha successivamente acceso anche il braciere sul palco.
Nella serata del 6 febbraio la Fiamma olimpica è uscita dallo Stadio di San Siro e ha raggiunto l’Arco della Pace, dove è stata accesa simultaneamente alla “fiamma gemella” che arde a Cortina: due bracieri nelle due città ospitanti, accesi nello stesso istante come due soli gemelli in dialogo, modellati sui Nodi Vinciani. L’onore a Milano è toccato ad Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, due giganti che hanno scritto la storia dello sci italiano (sei ori olimpici insieme), e a Cortina a Sofia Goggia, grande campionessa olimpica contemporanea.









