È stato per me un grande onore portare il saluto istituzionale del Comune di Milano in occasione dell’inaugurazione della mostra “La memoria si rinnova: l’ANED compie 80 anni”, che si inserisce in modo particolarmente significativo nel contesto delle celebrazioni per il “Giorno della Memoria” (vedi il ricco programma delle iniziative di ANED).
Ottant’anni di ANED rappresentano non solo una lunga storia associativa, ma un impegno civile continuo, tenace e profondamente necessario: custodire la memoria della deportazione, della persecuzione, della negazione dei diritti fondamentali, affinché quanto accaduto non venga dimenticato né ridimensionato né banalizzato.
La memoria, infatti, non è un esercizio del passato: è una responsabilità del presente e un dovere verso il futuro. E la continuità, l’intensità e la profondità del lavoro di ANED è la misura di una responsabilità assunta e mantenuta nel tempo affinché la memoria non sia distante o astratta. Il lavoro dell’ANED ci ricorda che la memoria non si conserva da sola: va curata, trasmessa, continuamente interrogata.
Questa mostra è un invito a guardare in modo consapevole a una parte della nostra storia che riguarda tutti e ci ricorda che dietro i numeri e le date vi sono persone, storie, vite spezzate. Ci parla di diritti negati, di scelte individuali e collettive, di conseguenze che non appartengono solo al passato. Ci invita a riflettere sul valore della libertà, della dignità umana e della democrazia, conquistate anche grazie al sacrificio di chi ha conosciuto l’orrore dei campi di concentramento e ha saputo trasformare il dolore in testimonianza.
Come istituzioni abbiamo il compito di sostenere e promuovere iniziative come questa, che parlano soprattutto alle giovani generazioni. Non per trasmettere risposte precostituite, ma per offrire strumenti di comprensione critica. In un tempo in cui riaffiorano intolleranza, antisemitismo e forme di odio, rinnovare la memoria significa rafforzare gli anticorpi della nostra società, educare al rispetto, alla convivenza e alla pace.
In tutti questi anni ANED ha lavorato con continuità, serietà e profondità, come dimostra anche la ricca programmazione predisposta per la Giornata della Memoria.
Vi invito ad andare a vederla, portandoci magari anche i figli, gli studenti, i più giovani non solo per commemorare, ma per farla diventare un’occasione di consapevolezza e di rinnovato impegno civile, perché la memoria, se coltivata, continua a vivere e a guidarci.







