Nell’ambito del Piano freddo – progetto unitario del sistema cittadino per l’assistenza ai cittadini senza dimora e per il contrasto alla grave emarginazione adulta – c’è un nuovo spazio dedicato alle donne senza dimora, una realtà che sta spaventosamente aumentando sul territorio cittadino.
Siamo nello “Spazio 3D – Donne Dimora Diritti”, presso il Centro accoglienza di via Don Carlo San Martino 10, al confine tra il Municipio 3 e il Municipio 4, un nuovo spazio, piccolo ma confortevole, che punta a rafforzare l’accoglienza sul territorio comunale delle donne senza fissa dimora. La struttura potrà ospitare fino a 21 donne in condizione di grave marginalità, ma al momento è pronta ad accogliere 10 donne. Attualmente le ospiti sono 8 e hanno una permanenza prevista di sei mesi, eventualmente prolungabile di altri sei. Attivo tutti i giorni dell’anno, il centro dispone di sei camere, servizi igienici, doccia, lavanderia, un guardaroba per ricevere abiti nuovi, una mensa e una zona relax.
Le donne accolte presentano una condizione di fragilità che unisce problemi di salute anche mentale e dipendenze, spesso si tratta di donne vittime di violenza di genere, il che permette di attivare un importante collaborazione con la rete antiviolenza attiva in città. Nel centro di via San Martino, le ospiti sono accompagnate in un percorso di cura di sé, recupero del benessere psico-fisico, reinclusione sociale, riappropriazione di competenze e autonomia. Qui vengono seguite da operatori dedicati, che le aiutano e accompagnano a ristabilire le relazioni e le assistono nello svolgimento delle pratiche burocratiche che consentono la riappropriazione dei diritti che spesso le donne perdono o non hanno in quanto straniere non registrate.
Grazie alla co-progettazione con Progetto Arca e Croce Rossa Italiana e alla formula di partenariato adottata, è possibile calibrare l’attività sulle reali esigenze delle persone seguite, cercando soluzioni flessibili finalizzate alla realizzazione di luoghi più strutturati rispetto ai dormitori. Durante il giorno le ospiti escono e si recano in altre strutture, dove partecipano a laboratori, di cucito, ricamo o teatro, organizzati presso alcuni centri diurni, mentre alcune lavorano. Un’importante rete da attivare è anche quella con Afol, l’Agenzia Metropolitana per la formazione, l’orientamento e il lavoro, prezioso interlocutore sui temi del lavoro e della formazione.
Relativamente al Piano freddo, invece, le strutture emergenziali sono quelle di via Saponaro (70 posti), l’ex mercato coperto di Giambellino in largo Balestra (fino a 50 posti), l’ex scuola Manara di via Fratelli Zoia (25 posti) gestite da Fondazione Fratelli di San Francesco, lo spazio di via Sammartini 106 (25 posti) messo a disposizione da Fondazione Progetto Arca e lo spazio all’interno dell’Opera Cardinal Ferrari di via Boeri (20 posti per sole donne). La struttura di via Fratelli Zoia, inoltre, è attrezzata anche per l’accoglienza degli animali d’affezione, grazie alla collaborazione con Save the dogs and other animals. Nel corso dell’inverno, gradualmente e in base alla saturazione dei posti disponibili, verranno attivati altri luoghi di accoglienza, tra cui quello messo a disposizione da Webuild, presso l’ex campo base della M4 con ingresso in Via Cavriana 31 (48 posti).
L’ingresso nelle strutture sarà possibile presentandosi al Centro Sammartini di via Sammartini 120 che è il punto di accesso di tutti i servizi per i senza dimora in città, aperto fino alla fine dell’anno dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 il lunedì, martedì, giovedì e venerdì, dalle 14 alle 18 il mercoledì e dalle 10 alle 17 nei fine settimana e nei giorni festivi. Come sempre, le persone accolte dovranno sottoporsi a uno screening sanitario, che verrà effettuato con la collaborazione di Medici Volontari Italiani, e al test Mantoux presso Villa Marelli. Dopo l’inserimento nelle strutture emergenziali tutti gli ospiti faranno un colloquio sociale di approfondimento e presa in carico, per capire se esistono le condizioni per l’avvio di un percorso personalizzato e per il passaggio nelle strutture ordinarie.
Si rafforza anche il monitoraggio del territorio attraverso le unità mobili che presidiano la città per fornire supporto, offrire un posto letto e assistenza a chi vive per strada. Oltre venti sono le associazioni che, in partenariato con il Comune, collaborano per questo servizio e hanno a disposizione dei posti sempre liberi al Piccolo Rifugio di viale Puglie per accogliere in emergenza le persone incontrate per strada e che hanno accettato l’offerta di ospitalità.









