Ripassare in rassegna le foto proposte dai pannelli fotografici di Expo 2015, è stata l’occasione per rivivere la bellezza e la festosità suscitate dall’avvenimento, riattraversare le vie colorate del Cardo e del Decumano e poi dei vari padiglioni, riassaporare il clima multietnico e multiculturale di quei mesi e respirare l’aria di internazionalizzazione che da quell’evento ha poi contagiato tutta la città negli anni successivi.

L’eredità di Expo per la città di Milano è stato l’impegno concreto per la cultura del cibo che ha preso il nome di Food Policy: un impegno che coinvolge la città nel suo complesso affinché il “mangiare bene, in modo sano e con gusto” diventi una buona abitudine quotidiana in tutte le case.
Questo impegno si è unito all’urgenza di fronteggiare la povertà alimentare innanzitutto prendendosi cura delle persone che manifestano povertà sociali, economiche, relazionali e culturali e attivare diverse azioni che raccontano l’attenzione a una città e ai suoi tanti bisogni essenziali. Da qui è nato QuBì, la “ricetta contro la povertà infantile” in collaborazione con Fondazione Cariplo, che ha portato un hub in ogni quartiere. Contemporaneamente sono sorte altre attenzioni: innanzitutto l’impegno a ridurre le eccedenze alimentari, favorendo una riduzione sulla tassa rifiuri per chi dona cibo e poi l’impostazione di una virtuosa catena che permette la donazione di cibo avanzato da mense scolastiche e mercati comunali. L’esempio più bello di questo percorso per me è la realtà del Refettorio Ambrosiano di Caritas Ambrosiana.
Nel 2021, con il progetto della Food policy degli hub di quartiere contro lo spreco alimentare, il Comune di Milano ha vinto la prima edizione del prestigioso premio internazionale Earthshot Prize promosso dal principe William, dedicato alle migliori soluzioni per proteggere l’ambiente nella categoria “Un mondo senza sprechi.
Nel luglio 2025, c’è stata l’inaugurazione del nuovo hub “Foody Zero Sprechi” all’aiuto alimentare all’interno del Mercato Ortofrutticolo: una bella realtà che unisce contrasto allo spreco e sostegno alle fragilità.
Lo stesso Consiglio comunale è stato protagonista di questo percorso. Lo scorso dicembre, infatti, in fase di discussine del “Documento Unico di Programmazione (DUP) e Bilancio di Previsione 2025-2027”, avevamo chiesto lo stanziamento di 50.000 euro proprio per lo sviluppo di progetti di recupero degli scarti alimentari dai mercati. Questo ha consentito l’aggiornamento dell’accordo di collaborazione tra Comune di Milano, SO.GE.MI. S.p.a. e Fondazione Cariplo per il potenziamento dell’Hub Foody Zero Sprechi presso il Mercato Ortofrutticolo.
Tra il 2021 e il 2023 l’Hub Foody ha consentito di recuperare oltre 744 tonnellate di prodotti ortofrutticoli invenduti. Nel solo 2024 le tonnellate recuperate, presso 99 grossisti coinvolti nel recupero sistematico, sono state 449, equivalenti a circa 898.286 pasti, che hanno raggiunto 9.242 nuclei familiari, per un totale stimato di oltre 105mila beneficiari.
Contemporaneamente questo impegno ha preso la forma specifica di un percorsodi educazione alimentare che coinvolge le scuole e i servizi educativi all’infanzia. Si è appena concluso l’evento “Piccoli sguardi, grandi visioni” per un sistema integrato Zerosei capace di pensare la città, la settimana di convegni, workshop e laboratori per condividere con la città il percorso di lavoro del Coordinamento Pedagogico Territoriale di Milano e approfondire i temi che stanno guidando la costruzione del Sistema Integrato della città, un importante confronto e dialogo tra professionisti, istituzioni e realtà territoriali con l’obiettivo di valorizzare le pratiche educative e le cultura dell’infanzia presenti nei vari contesti locali. Attraverso Milano Ristorazione e specifici progetti di educazione alla salute, come il Progetto Obesity, il Comune diffonde un approccio scientifico alla ricerca legata ai temi dell’obesità nell’età evolutiva, in collaborazione con Ats Città metropolitana.
E siccome portare salute significa non solo coinvolgere i sanitari, ma tutti coloro che accompagnano la crescita dei più piccoli, cioè educatori, genitori, operatori scolastici, c’è un forte impegno a livello pedagogico per
– garantire l’accesso al cibo sanograzie a filiere corte per gli acquisti delle mense scolastiche; distribuisce frutta nelle scuole a metà mattina; ha ridotto il consumo di carne;
– promuovere la sostenibilità delle produzioni grazie all’avvio del Frutteto del Gallaratese e del Food Policy Hot Pot;
– promuovere l’educazione alimentare con grande coinvolgimento delle mense scolastiche e l’istituzione del “sacchetto salvamerenda” per combattere contro gli sprechi alimentari con la;
– promuove la ricerca scientifica nel sistema alimentare, con monitoraggi e studi in ogni azione









