Con centinaia di bambine e bambini di tante scuole milanesi e della Città metropolitana, abbiamo festosamente marciato lungo le vie del centro fino al Castello Sforzesco per richiamare l’attenzione di tutta la città sulla Giornata che in tutto il mondo celebra la firma della Convenzione ONU dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Un’iniziativa voluta da UNICEF Milano e dal suo Presidente, Marco Pietripaoli, che quest’anno ha voluto porre un focus particolare sul diritto al gioco, strumento fondamentale fin dall’infanzia nel percorso di crescita e nell’apprendimento dei bambini e delle bambine. Attraverso il gioco, infatti, si esplora l’ambiente, si sviluppano le competenze e il legame con le persone, si cresce, si impara a gestire le emozioni, si sperimenta e si scoprono i propri limiti. Tutti i bambini e le bambine del mondo hanno il diritto di giocare, correre, leggere e sognare con i libri, costruire, colorare, inventare, divertirsi e stare insieme ad altri bambini e bambine.
Radunati nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco, io ho sottolineato che, nonostante non sia stata una giornata di scuola, abbiamo imparato molto da questa marcia. Innanzitutto che “i grandi” hanno voluto una Giornata tutta dedicata ai bambini: è un segno importante di attenzione e di rispetto che dobbiamo tenere alto e difendere anche per tutti quei bambini che gli adulti non considerano e non guardano e per i quali, neanche oggi, si fermano le guerre e le ingiustizie.
In secondo luogo abbiamo imparato che ci sono diritti da difendere e da esigere, non solo oggi e neppure solo per i nostri bambini, bensì per i bambini e le bambine di tutto il mondo. A partire dal diritto al gioco che si accompagna al diritto al riposo e al tempo libero: non ingolfiamo le giornate dei bambini con attività e impegni che finiscono per togliere loro la libertà di avere anche giusti spazi di autonomia.
Infine, abbiamo imparato che per difendere i diritti non si può stare fermi, ma bisogna marciare, muoversi, camminare… anche correre se necessario. La strada va percorsa insieme grandi e piccoli, ragazze e ragazzi perché l’affermazione dei diritti è un compito che ci prendiamo a vicenda, sentendoci gli uni custodi della gioia e della felicità degli altri.
L’evento è stato organizzato con Gen26, il programma educativo ufficiale dei Giochi olimpici di Milano-Cortina. Le Olimpiadi invernali, infatti, saranno l’occasione per imparare a vivere il gioco con gioia e rispetto e per crescere questo sguardo sul mondo, uno sguardo che abbraccia tutti i bambini e le bambine per imparare a diventare davvero uno custode della felicità dell’altro, anche attraverso il gioco.








