Dal 2020 Amnesty International Italia conduce la campagna “Io lo chiedo” per promuovere la cultura del consenso e modificare l’articolo 609-bis del codice penale italiano, affinché ogni atto sessuale senza consenso sia riconosciuto come stupro, in ottemperanza all’articolo 36 della Convenzione di Istanbul. Anche un mio ordine del giorno sosteneva questa battaglia e oggi, grazie a una proposta del Partito democratico che ha trovato pieno appoggio da parte del Governo, c’è un accordo sulla legge che modifica il codice penale in materia di violenza sessuale: chi agisce senza libero ed esplicito consenso rischierà la reclusione dai 6 ai 12 anni.
È vergognoso che in Italia, fino al 1996, il reato di violenza sessuale fosse annoverato tra i «delitti contro la moralità pubblica e il buon costume», anziché nell’ambito dei delitti contro la persona e, in particolare, tra quelli contro la libertà personale. È inaccettabile anche il fatto che fino oggi, la legge italiana considerasse stupro solo le violenze sessuali che avvenivano tramite l’uso di violenza, minaccia, coercizione o abuso di potere ed escluse invece tutti quegli atti compiuti senza il consenso delle persone coinvolte.
Già nel 2013 l’Italia aveva ratificato la Convenzione di Istanbul, il primo strumento giuridicamente vincolante volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza, intesa come violazione dei diritti umani, oltre che come forma di discriminazione contro le stesse. L’articolo 36 della Convenzione definisce lo stupro come «un rapporto sessuale senza consenso», dove per consenso si intende la libera manifestazione della volontà della persona, valutato tenendo conto della situazione e del contesto. La Convenzione impone altresì agli Stati l’obbligo positivo di adottare misure legislative e di altro tipo necessarie per esercitare la debita diligenza nel prevenire, indagare e punire i responsabili e risarcire le vittime di atti di violenza.
Finalmente anche l’Italia, da oggi, è uno dei 20 Stati europei che hanno una legge sullo stupro basata sul consenso: questo corrisponde a una crescente consapevolezza del fatto che il consenso sia un elemento fondamentale nella definizione di rapporto sessuale e che l’assenza di esso costituisca una violazione.
Questo traguardo politico è molto significativo perché segna un passaggio importante nella cultura del rispetto nei confronti delle donne e nella lotta contro la violenza in generale.








