Ho accolto fin da subito e con entusiasmo questa prospettiva ambiziosa, ma altrettanto realistica: questo deve essere l’approccio con cui guardiamo al futuro della nostra città e delle nostra comunità.
Dopo aver celebrato il 150° dell’accorpamento del Comune dei Corpi santi (1873) e il 100° della aggregazione a Milano (1923) dei Comuni di Crescenzago, Gorla-Precotto, Greco, Lambrate, Vigentino, Chiaravalle, Niguarda, Affori, Musocco, Trenno, Baggio (il Comune di Turro era già stato aggregato nel 1919) col percorso “Dai borghi alla città, dalla città ai quartieri”, abbiamo fissato lo sguardo al passato, con un taglio storico e al tempo stesso capace di offrire un’interpretazione del presente, per capire la direzione di Milano come città policentrica di borghi e quartieri.
Sul piano storico-culturale abbiamo messo in luce come la storia dell’annessione abbia di fatto “tarpato le ali” alle amministrazioni locali e reso quei Comuni – oggi Municipi – privi di strumenti amministrativi capaci di incidere significativamente e in modo diretto sulle realtà. È emerso nei tanti incontri e convegni fatti che non è mai stato attuato un vero e proprio decentramento amministrativo e non è mai stata realizzata una vera città policentrica, sottolineando invece la necessità di attivare un’organizzazione amministrativa adeguata, nella consapevolezza che il potere non è una quantità fissa che si trasferisce da un ente all’altro in modo conservativo, ma può aumentare o essere generato in più luoghi contemporaneamente, perché ha una sua forza generativa.
Sul piano sociale-partecipativo, con il “Centenario sociale” abbiamo messo al centro le presenze sociali, culturali, imprenditoriali, sportive, educative che hanno fatto la città, dagli Antichi Comuni ad oggi. Abbiamo celebrato lo sviluppo di Milano come città ricca e vivace, che non ha perso nel tempo la voglia di fare e di vivere i propri borghi e quartieri.
Da tutto questo percorso è nata una sincera voglia di valorizzare, far crescere, prendere seriamente questa parte migliore di Milano.
Fondazione Perini e il suo Presidente Christian Iosa hanno preso sul serio questa sfida e questo impegno a fare della cultura una responsabilità civile e si sono concentrati su una narrazione alternativa della Milano policentrica per riscoprire e valorizzare la memoria storica delle periferie urbane milanesi con strumenti digitali innovativi e interattivi. Grazie alla professionalità di Marco Stucchi, fotografo e curatore del Progetto Digitale in altissima definizione, e con il fondamentale apporto di Emanuele Rodriguez è nata una Web App Multimediale e Multidevice dal titolo Alternative Milano, presentata a Palazzo Marino, nella prestigiosa Sala Alessi. Un progetto che coinvolge oltre sessanta luoghi simbolo della città, tra cui chiese, ville, palazzi storici, ma anche aree industriali, cascine, aree agricole e parchi urbani e che ha l’ambizione – pienamente riuscita – di valorizzare i quartieri periferici milanesi e rafforzarne l’identità attraverso il più grande progetto culturale mai realizzato prima in un contesto cittadino.
Significativo il coinvolgimento dell’Amministrazione per il sostegno delle attività culturali che animano i nostri quartieri, attività spesso portate avanti dai cittadini in modo amatoriale, senza un sostegno strutturato o un appoggio economico preventivo. Eppure, queste realtà contribuiscono anche con poche forze in modo egregio alla rigenerazione urbana e sociale dei quartieri periferici delle nostre città!
Pensiamo ad esempio alle iniziative di PeriferiArtMi, che vedono una partecipazione sempre crescente di realtà associative coinvolte (orami già una cinquantina) e che ogni terzo fine settimana del mese propone un ciclo di eventi attraverso antichi borghi e nuovi quartieri della periferia per scoprire e valorizzare quella parte di Città spesso sconosciuta. Finora si contano oltre 700 appuntamenti complessivi organizzati. Pensiamo anche all’iniziativa “Natale nei borghi”, inaugurata l’anno scorso, che verrà riproposta anche quest’anno.
Questo progetto è stato realizzato con fondi del Pnrr e risponde a una finalità specifica: la transizione digitale degli organismi culturali e creativi, perché innovare è evolvere senza dimenticare le radici e al tempo stesso rendendo accessibile la cultura a più livelli e a generazioni diverse, includendo anche il linguaggio delle giovani generazioni che si basa sul digitale. In questa prospettiva è stata molto interessante la collaborazione con la classe 5H del Liceo Artistico Boccioni di Milano.
Ed è incoraggiante anche l’impegno, già annunciato, di ampliare la ricerca e includere nel progetto altri luoghi significativi della nostra Milano. Prospettiva che sarà possibile se sapremo unire forze, energie e professionalità di altre realtà presenti e operanti in città, per valorizzare sempre più il territorio e far conoscere il ricchissimo patrimonio culturale che lo caratterizza.









