E ci risiamo. Un nuovo fenomeno atmosferico anomalo, sempre meno improbabile, sempre più frequente e sempre più “cattivo”, si è abbattuto su Milano.
Arpa Lombardia ha definito quanto accaduto il 22/09/2025 al Seveso un evento estremamente raro, ai massimi storici: 167mm di pioggia a Cantù e 212 a Seveso (circa un quarto di tutta la pioggia che mediamente cade a Milano in un anno: 900mm). Il Seveso a Paderno Dugnano è arrivato a quota 4,04 metri, un metro in più di quanto era accaduto nell’esondazione storica del novembre 2014, e in via Ornato all’incrocio con via Aldo Moro è arrivato a 4,92 metri. Si tratta dei livelli più alti mai registrati, dichiara Arpa Lombardia.
Pensavamo di essere pronti, perché da anni, andando contro comitati del no e ricorsi, il Comune di Milano ha fatto la sua parte e ha terminato la vasca di laminazione che raccoglie le acque del Seveso prima che arrivino ad esondare nel quartiere di Niguarda. Negli ultimi anni, la vasca ha fermato ben 10 esondazioni. Ma lunedì 22 settembre non è bastata a fermare la furia delle piogge che in poco tempo avevano riversato 200 millimetri d’acqua solo a Seveso, quando la media di precipitazione in tutto il mese di settembre degli ultimi 25 anni è di 125 mm. Per la prima volta, in questa occasione si è attivata anche la vasca di Senago, ma anche questa non è bastata. Le due vasche di laminazione hanno un alto potenziale (la vasca di Milano 250mila m3 d’acqua; quella di Senago circa 800mila m3 d’acqua), ma da sole non sono sufficienti!
Il Piano di Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) – finanziato dal Governo Renzi con circa 115 milioni di euro – prevedeva la realizzazione di diversi interventi lungo il bacino del Seveso per contenerne le piene grazie alla realizzazione di quattro vasche (a Milano, Senago – Parco Nord, Lentate sul Seveso e Varedo), che in modo strategico avrebbero potuto scolmare complessivamente 4 milioni di metri cubi d’acqua. Per realizzare la vasca di Milano, il Comune ha messo ulteriori 20 milioni di tasca propria e a partire da dicembre 2023 la vasca è attiva, dimostrando fin da subito la sua efficacia nel mitigare le piene in alcuni quartieri della città. Invece, i governi locali al nord di Milano si sono bloccati.
Poi c’è anche il problema del fiume Lambro, che in queste ultime settimane ha avuto diversi eventi con innalzamenti dei livelli a causa delle forti piogge a Milano e soprattutto a nord. Nel fiume sono stati trascinati tronchi e rami di alberi da nord, che si bloccano tra le arcate dei ponti rappresentando un serio pericolo in caso di nuove piene. Grazie al pronto e instancabile intervento della Protezione civile e dei Vigili del fuoco sono stati rimossi. Anche per il Lambro serve progettare una o due vasche nel tratto Monza-Milano quello più urbanizzato e fare un piano di investimento straordinario come fu fatto nel 2015, con una decisione storica del governo di centrosinistra.
Il Comune di Milano ha chiesto un incontro a regione Lombardia: di fronte ad eventi straordinari, serve un un piano straordinario, o almeno un cambio di passo, insieme.









