Il Parco Agricolo Sud Milano è un territorio verde che interessa 60 comuni, per un totale di 47.000 ettari. Fin dalla sua nascita, le Amministrazioni e i cittadini hanno visto nel Parco una realtà agricola e un polmone ambientale fondamentale per il territorio e ciò ha imposto ai Sindaci un impegno di presidio, tutela e valorizzazione dell’agricoltura urbana e periurbana. Inoltre, sul suo territorio si contano diversi elementi storico-culturali della tradizione agricola milanese.
Il ruolo del Comune di Milano
Il Comune di Milano, capoluogo della Città Metropolitana, ha una superficie agricola di 2.910 ettari, pari al 6,7% della superficie complessiva del Parco Agricolo Sud Milano.
Inoltre, il Comune è il soggetto responsabile dell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale AQST “Milano Metropoli Rurale” sottoscritto dai 5 Distretti del territorio rappresentanti 208 aziende agricole, Regione Lombardia, Città Metropolitana, Consorzio ETVilloresi e Consorzio Fiume Olona.
Da parte sua, il Comune di Milano ha adottato una Food Policy con la quale ha sperimentato azioni innovative per le filiere corte nella ristorazione scolastica in sinergia con Milano Ristorazione.
Nel Comune di Milano insistono:
– Il Distretto Agricolo Milanese composto da 33 aziende agricole
– Foody-SogeMi il Mercato Agroalimentare di Milano all’interno del quale è attivo il Consorzio Produttori Ortofrutticoli
– 5 parchi agricoli urbani (Forlanini, Ticinello, Vettabbia, Cave, Lambro)
– 15 mercati agricoli nei quali le aziende agricole del Parco Sud svolgono vendita diretta di prodotti locali.
Il Comune di Milano è il nodo idraulico del territorio milanese sul quale insistono la maggior parte dei manufatti di ingegneria idraulica che consentono una efficace gestione delle acque per uso irriguo.
La nuova governance del Parco
Dal 2022 Regione Lombardia ha modificato la governance del Parco Agricolo Sud Milano (Legge 29/2022), marginalizzando Città Metropolitana e assumendo essa stessa un ruolo diretto nella gestione effettiva del Parco, inserendo propri rappresentanti negli organi direttivi, politici e tecnici e spostando la sede e il personale in ambito regionale. Si consolida così – come spiega Ugo Targetti – il modello secondo cui la Regione da ente legislativo e di programmazione della spesa, diventa sempre di più ente di gestione diretta, indebolendo le prerogative soprattutto degli enti intermedi, come le provincie e la Città metropolitana. E questo accade in un contesto in cui, Palazzo Lombardia aveva già trasferito alla Regione le funzioni precedentemente in capo alla Provincia di Milano in merito ad agricoltura, foreste, caccia e pesca, ambiente ed energia (Legge 32/2015, art. 3, comma 1).
Questo passaggio, inoltre, porta con sè alcuni elementi di criticità: una riduzione del personale, un indebolimento tecnico-operativo per l’ingerenza regionale, possibili conflitti istituzionali tra Regione/Città Metropolitana/Comuni, tensioni tra componenti agricole e ambientali, limitato dialogo con associazioni e consorzi.
Di fronte a questa insindacabile prepotenza della Regione, tutti i comuni della cintura del Parco hanno steso insieme un nuovo Statuto e si è aperto un dialogo con diversi referenti istituzionali, sociali e produttivi per rinforzare il vincolo ambientale e preservare l’integrità del territorio agricolo, sostenendo le aziende che investono in agro biodoversità, dotare l’Ente gestore di adeguate risorse economiche e di personale in grado di garantirne la gestione e lo sviluppo, aderire alla proposta delle associazioni per la redazione di un Manifesto che metta insieme tutti i soggetti attivi nel Parco Agricolo Sud Milano.
Essendo stato istituito per proteggere e promuovere l’attività agricola, salvaguardando il paesaggio rurale e la biodiversità, dovremo vigilare soprattutto sul rischio che, per rispondere a nuove esigenze di sviluppo urbano, vengano apportate modifiche della destinazione d’uso dei terreni agricoli del Parco per favorire nuova urbanizzazione.
Sarà importante ora tener vivo un dialogo istituzionale e verificare una governance equilibrata per tutelare il Parco Agricolo Sud Milano, affinché la vocazione agricola del Parco sia preservata da qualsiasi tentativo di violarne la natura e anzi chiedendo maggiore cura per il suo territorio e per un’agricoltura che deve affrontare la sfida della qualità e dei cambiamenti climatici, dotando il nuovo ente di risorse adeguate. Sarà importante anche verificare se la nuova gestione sarà in grado di offrire servizi di assistenza agli agricoltori e nuovi finanziamenti (PNRR, Contratti di Filiera, PSR).








