Un onore e un privilegio aver rappresentato il Comune di Milano alla cerimonia di commemorazione della strage dei 67 martiri del Cibeno presso Fossoli in occasione dell’anniversario dell’eccidio.
La presenza del gonfalone del Comune di Milano, accanto a quello di tanti altri comuni ed associazioni, ha testimoniato che le comunità di provenienza non hanno dimenticato coloro che il 12 luglio 1944 furono uccisi dai nazisti con la complicità dei fascisti, all’interno del poligono di tiro di Cibeno.
Intensi e toccanti gli interventi dei giovani studenti delle scuole di Carpi che hanno dato parola ai martiri e hanno rinnovato un patto tra generazioni, tra chi ha dato la vita per la Patria e la democrazia e chi oggi ha la responsabilità di onorare questi valori.
A seguito della cerimonia, è stata una forte emozione visitare la mostra allestita da giovani studenti e – accompagnata dai parenti delle vittime, provenienti da varie zone d’Italia – passeggiare per il campo, sostare sul piazzale dove venivano smistati i prigionieri, passare in rassegna le baracche recentemente restaurate, grazie all’impegno e al lavoro di Manuela Ghizzoni, Presidente della Fondazione Fossoli.
Avendo avuto modo di approfondire la storia di questo terribile evento, sento oggi ancor più urgente l’impegno di difendere e di diffondere la memoria storica e di continuare ad essere fedeli ai valori della democrazia contro lo sfregio all’umanità diffuso dalle ideologie nazifasciste. E sono orgogliosa di poterlo fare anche in veste istituzionale.
Ancora oggi, dopo oltre ottant’anni, nessuno è riuscito ad acclararne le motivazioni e la scelta nominativa delle vittime (chiamate per nome e non col numero di matricola) decisa dal Comando tedesco con sede a Verona: alti ufficiali, ufficiali e sottufficiali dell’Esercito, della Marina, degli Alpini, esponenti dei partiti politici risorti dopo l’8 settembre, facenti parte di tutte le anime della resistenza.
Perciò il mio impegno è volto a promuovere azioni di impulso e di coordinamento con le Università presenti sul territorio della città di Milano per la diffusione e l’implementazione di azioni dirette – quali attività di ricerca e l’emissione di borse di studio – indirizzate a recuperare la memoria perduta e approfondire la ricerca della strage del Cibeno, al fine di far emergere quella verità storica taciuta per tanti anni.






