Celebrare questa commemorazione nell’80° anniversario della Liberazione acquista un valore e un significato – se possibile – ancor più impegnativo dei precedenti, perché più ci allontaniamo dalla data che celebriamo, più rischia di affievolirsi il ricordo.
Perciò è giusto e doveroso oggi fare memoria, rivolgere lo sguardo al passato e commemorare ovvero “con-memorare”, fare memoria insieme, unirsi per celebrare un ricordo. Perché se lo celebriamo insieme sarà più facile ricordarcelo a vicenda e, soprattutto, tramandarlo alle giovani generazioni affinché non ne perdano traccia.
Di fronte a questi Caduti, ai Deportati, agli Internati militari, a tutte le Vittime della Shoah, che resistettero nei campi di prigionia nazisti o che morirono non appena varcarono quella terribile soglia, noi tutti ci inchiniamo con devoto rispetto.
Rendiamo onore ai protagonisti sfortunati e martirizzati di quella storia. E lo facciamo insieme alle diverse Associazioni qui convenute, che sono l’anima di quella memoria, l’eco perenne delle tante componenti che contribuirono, con determinazione e coraggio, con percorsi diversi ma convergenti, alla rinascita morale e politica dell’Italia, alla nascita della Repubblica.
Anche il Comune di Milano ha voluto onorare, in questo speciale anniversario a 80 anni dalla Liberazione, proprio due giorni fa con una cerimonia ufficiale, i dipendenti che furono vittime delle persecuzioni politiche e razziali da parte del regime nazifascista: i dipendenti «dispensati dal lavoro perché ebrei» a seguito del Regio Decreto Legge del 17 novembre 1938, prontamente entrato in vigore dal 1° gennaio 1939.
In via Larga è stata dunque svelata la targa con cui è stato intitolato il salone anagrafico a 31, fra uomini e donne, che a vario titolo lavoravano per il Comune di Milano e che furono licenziati o deportati per motivi politici o razziali.
Sulla targa leggiamo i nomi di ventidue persone perseguitate per motivi razziali e di altre nove per motivi politici. Fra loro, Luigi Vacchini (vigile urbano) e Luigi Bertacchi (accalappiatore) furono arrestati, deportati e uccisi a Mauthausen come oppositori politici.
Con questa intitolazione, l’Amministrazione comunale intende sottolineare l’attenzione che la città di Milano, Medaglia d’Oro al valor militare per il Risorgimento e per la Liberazione, tributa ai valori della libertà e dell’antifascismo, e in più onorare la memoria degli uomini e delle donne che durante il Ventennio furono vittime di persecuzioni, in quanto persone ebree o perché oppositori politici del regime.
Con questa targa in via Larga, vogliamo non solo fare memoria del passato, ma anche ribadire un fermo e costante impegno nel presente, ovvero l’impegno di trasformare l’indifferenza in sensibilità, il silenzio compiacente in attento ascolto, la superficialità in studio e riflessione, affinché l’attualità sia abitata da quei valori da cui è nata una società migliore, di cui noi oggi siamo eredi e custodi.
Perché anche oggi siamo chiamati a resistere e a difendere la libertà e la democrazia da attacchi subdoli, ma purtroppo sempre più espliciti.
Oggi, in questo luogo sacro, noi ci impegniamo a condizionare il futuro chiamando alla responsabilità morale e individuale di affermare la pace e la dignità umana, quella dignità che è stata negata e offesa ai caduti nei lager nazisti: con-memorare vuol dire fare insieme memoria del bene, affinché il male assoluto diventi bene assoluto. Si può sempre scegliere da quale parte della storia stare, anche se può essere scomodo e compromettente.







