Che cosa sa fare una giovane donna piena di iniziativa e convinta che «fra le urgenti necessità sociali occupi il primo posto una più forte educazione dei fanciulli»1? Può proseguire testardamente la sua intuizione e trasformare un sogno in realtà, «convinta del dovere che ciascuno di noi ha di cooperare al progresso comune, e convinta che per attuare una riforma fosse necessario uscire dalla solita scuola per moverci in una nuova, che fosse vera palestra di studio».
Questo ha fatto Giuseppina Pizzogoni, maestra elementare ispiratrice di un nuovo modello di scuola che avviò anche grazie all’appoggio del Comune di Milano, che concesse l’autorizzazione ad avviare un esperimento di riforma del metodo d’insegnamento e dell’ambiente educativo nel quartiere della Ghisolfa. Il successo di questo modello rese presto necessaria la costruzione di un edificio scolastico ad essa dedicato: così nel 1927 nacque la “Scuola Speciale Rinnovata Pizzigoni”, che proponeva un piano didattico per la scuola elementare profondamente rinnovato, specialmente in ordine all’ambiente educativo.
Qui le attività didattiche, che portano allo sviluppo della personalità del bambino, sono sempre accompagnate e supportate da esperienze pratiche e concrete, spesso vissute all’aperto e in contatto con la natura, sempre in contatto con la realtà e il mondo esterno. Giuseppina Pizzigoni curò personalmente alcuni particolari dell’edificio in costruzione: non finestre ma portefinestre; non banchi con seduta attaccata, ma ampi tavoli su cui poter lavorare con agio; non solo aule, ma giardino, laboratorio, orto, piscina; aiole con forme geometriche per permettere lo studio e l’esplorazione sul campo; non rifiniture sempre uguali, per non rendere l’ambiente monotono. Perché «il metodo sperimentale è — ognuno lo sa — un processo di osservazioni e di esperimenti, di induzioni e di deduzioni; è il metodo naturale per eccellenza e, abbiamo detto, lo vogliamo instaurare nella scuola; pur tuttavia esso deve cedere il posto, in certi casi, al sentimento, all’idealità, alla fede; che guai se tutto si volesse materializzare!».
Oggi la scuola fa parte del complesso scolastico chiamato “Campus Ghisolfa”, che comprende 2432 alunni (anno 2023) dai 7 mesi ai 18 anni, suddivisi tra un nido, tre scuole per l’infanzia, due scuole primarie con sette sezioni, una scuola media con sei sezioni e l’adiacente Liceo Scientifico Bottoni.
Dopo 100 anni, il Comune di Milano ha ritenuto necessario avviare un intervento complesso di restauro e risanamento conservativo del plesso scolastico. I principali interventi comprenderanno:
– opere di risanamento conservativo dell’intero edificio scolastico con conseguente riqualificazione funzionale per migliorare l’uso e la sicurezza di tutto il plesso;
– opere di adeguamento normativo, con interventi straordinari, finalizzate all’ottenimento del Certificato Prevenzione Incendi, all’idoneità statica, alla messa a norma degli impianti tecnologici (elettrico, meccanico, antincendio), l’efficientamento energetico e l’abbattimento delle barriere architettoniche.
I lavori, iniziati a novembre 2024, termineranno a inizio 2028. Per permettere l’esecuzione dei lavori in sicurezza, sono stati forniti alla scuola moduli temporanei destinati ad aule scolastiche e locali accessori che poi verranno smantellati.








