Consigliere e consiglieri,
prima di iniziare i nostri lavori vorrei dedicare un pensiero e un momento di raccoglimento per la scomparsa di Papa Francesco.
Di lui è stato scritto e detto tutto, in questi giorni e non solo; attraverso i media del mondo, i credenti e i non credenti di ogni angolo del pianeta sono stati raggiunti dalla notizia della sua morte e dai tanti resoconti e ricordi di quanto ha fatto durante il suo pontificato.
Per questo, non vorrei ripetere quanto già detto da tante e tanti, vorrei piuttosto ricordare le parole da lui pronunciate in un momento vissuto insieme ai tanti che lo scorso luglio a Trieste hanno preso parte alla 50esima Settimana Sociale dei cattolici.
Un incontro che aveva come significativo titolo “Al cuore della democrazia. Partecipare tra storia e futuro”. Significativo anche per noi.
Parole certamente pertinenti pertinenti l’estate scorsa, ma che oggi, anche alla luce delle immagini che sono arrivate da Roma, con i leader mondiali riuniti per i funerali, assumono un significato particolare. Storico, religioso e politico.
Mi piace pensare che sia l’ultimo grande contributo dato da quest’uomo all’umanità e ai grandi della terra, riuniti intorno al suo feretro in uno dei momenti più critici e difficili per le diplomazie e i governi del mondo.
A Trieste il Papa scelse due immagini per esprimere il suo pensiero: quella della «crisi della democrazia come un cuore ferito» e quella della democrazia come «cuore risanato» attraverso la partecipazione.
Ecco il messaggio che vorrei condividere oggi con chi come noi si occupa di politica.
Francesco ci ha insegnato che partecipare non è parteggiare, ma saper abitare la complessità, con coraggio, senza paura e soprattutto senza semplificare la realtà.
Prendo un estratto, breve ma intenso, del suo pensiero:
«Il cuore della politica è fare partecipe. E queste sono le cose che fa la partecipazione, un prendersi cura del tutto (…). Non lasciamoci ingannare dalle soluzioni facili. Appassioniamoci invece al bene comune. Ci spetta il compito di non manipolare la parola democrazia né di deformarla con titoli vuoti di contenuto, capaci di giustificare qualsiasi azione. La democrazia non è una scatola vuota, ma è legata ai valori della persona, della fraternità e anche dell’ecologia integrale».
L’augurio è che le parole di Papa Francesco e i suoi moniti degli ultimi anni e degli ultimi mesi, soprattutto rivolti alla soluzione pacifica dei conflitti e delle divergenze possano non solo raggiungere noi, ma ispirare aiutare l’azione della diplomazia internazionale, affinché sulle guerre, che sono morte e distruzione, prevalga la pace.
Vi chiedo un minuto di silenzio.
Guarda il video del mio intervento.









