Una delle cose più entusiasmanti del mio impegno per la città è la possibilità di scoprire quante cose belle esistono a Milano!
Avevo già incontrato nel 2018 la responsabile della Fondazione iBVA (Istituto Beata Vergine Addolorata) Loredana Caccia e avevo conosciuto le attività messe in campo a favore di minori e famiglie italiane e straniere. Oggi, accompagnata da Matteo Ripamonti, Direttore Generale di Fondazione iBVA, ho toccato con mano la concretezza di quelle quattro parole attraverso cui l’associazione rilancia il proprio impegno sul territorio interpretando la sigla iBVA come inclusione, bellezza, volontariato e accoglienza: dai corsi e laboratori di lingua italiana al supporto allo studio per bambini e adolescenti neoarrivati e di seconda generazione, dalle risposte al bisogno abitativo con alloggi a famiglie in emergenza-casa fino all’idea di “Solidando”, il primo supermercato solidale di Milano, che rappresenta un’esperienza innovativa per la città perché si tratta di un modo non assistenziale di fare solidarietà, un’idea innovativa e generativa che deve molto anche all’amico Marco Liva, già consigliere di iBVA e promotore di Solidando.
Nato dalla riflessione che la crisi sta riducendo sempre più la capacità di acquisto delle famiglie e sta profondamente modificando i modelli di consumo degli italiani, l’Associazione iBVA ha considerato l’opportunità di sviluppare un progetto che si colloca in una più ampia strategia di risposte alle situazioni di pluricriticità di cui molti nostri concittadini (italiani e di origine straniera) sono portatori. Il progetto ha come obiettivo la raccolta (o l’acquisto a prezzi agevolati) di beni alimentari e la loro distribuzione alle famiglie bisognose del territorio milanese, individuate secondo criteri di oggettività.
Meritati, dunque, i due importanti riconoscimenti ottenuti: l’Ambrogino d’Oro all’Associazione iBVA (2019) e il Panettone d’Oro a Solidando (2022).
Di cosa si tratta?
Il progetto Solidando ha come obiettivo l’acquisto e la raccolta di beni alimentari e la loro distribuzione alle famiglie in difficoltà del territorio milanese, in particolare della zona sud della città.
Il nome stesso vuole mettere in evidenza i due riferimenti centrali del progetto: la solidarietà, come base per la socialità e la realizzazione della persona, per la solidità del vivere insieme, e la donazione – il secondo termine di riferimento – come suo compimento e condizione per la sua realizzazione. Solidando vuole promuovere la cultura dell’accoglienza e del dono, cercando proprio per questo di organizzare le risorse rese disponibili con criteri di efficacia ed efficienza.
Partito nel 2017 con l’intenzione di aiutare 120 famiglie, oggi Solidando ha 2 social market: uno in via Santa Croce 15 e uno in via Appennini 50 ed è parte del progetto di Food Policy contro lo spreco alimentare promosso dal Comune di Milano. Si tratta di un vero e proprio supermercato, munito di casse automatizzate, carrelli, scaffali e una variegata tipologia di prodotti, dove la spesa non si paga, ma si “scala” da una tessera a punti, attribuita sulla base del numero e dell’età dei componenti e delle accertate condizioni economiche della famiglia. Solidando mira ad essere anche uno strumento che restituisce dignità a coloro che ne usufruiscono: non ci si mette in coda per ricevere un qualunque pacco-viveri, ma chi entra sceglie tra i prodotti a disposizione riempiendo il carrello della spesa e pagando attraverso una tessera a punti.
Ad affiancare l’attività di Solidando c’è, dal 2022, Solidando Hub, che raccoglie eccedenze alimentari della GDO (Grande Distribuzione Organizzata), dunque soprattutto prodotti freschi, e li distribuisce non a singoli, ma ad enti del terzo settore che ne fanno richiesta (case famiglia, centri di accoglienza, case di residenza pubblica). Inoltre, a questo si aggiunge Panificando, il forno sociale gestito da volontari panificatori, e Panificando Kitchen, la cucina sociale in cui utilizzando prodotti in scadenza ma ancora, buoni si producono piatti caldi e gustosi anch’essi messi a disposizione dei beneficiari dei market.









