Per affrontare il tema dell’emergenza abitativa costruendo soluzioni condivise e superando la frammentazione, nasce il primo esperimento di coprogrammazione che vedrà il coinvolgimento di due assessorati, Casa e Welfare, del Terzo settore e degli enti pubblici che si candideranno a partecipare.
Il dispositivo, approvato dalla Giunta con una delibera e presentato oggi nell’ambito del Forum del Welfare, ha il primo obiettivo di definire modalità congiunte di individuazione del bisogno e presa in carico per poi mettere a sistema l’offerta abitativa resa disponibile tra diversi soggetti, a partire da un patrimonio di circa 300 alloggi pubblici, cui si aggiungeranno alcuni beni confiscati alle mafie e quelli eventualmente messi a disposizione dal Terzo settore, per rispondere alla domanda abitativa di fasce della popolazione a basso reddito e di chi vive in condizione di fragilità sociale.
Si tratta di un lavoro congiunto tra Casa e Welfare, per concordare strategie condivise e iter di lavoro che consentiranno non solo di definire criteri congiunti per intercettare il disagio abitativo, ma anche di gestire in modo congiunto e sinergico centinaia di alloggi che verranno messi a disposizione sia dal pubblico – nei condomini popolari misti e all’interno dei beni confiscati assegnati al Comune di Milano – che dal privato. Questo sistema permetterà di individuare soluzioni e percorsi adeguati ad accompagnare le persone verso l’autonomia, garantendo in questo modo l’effettiva transitorietà e la messa in circolo delle risorse abitative. Si tratta, inoltre, di un’occasione unica per valorizzare, con un piano alternativo alla vendita, gli alloggi sfitti e da riqualificare del patrimonio comunale.
La coprogrammazione verrà sviluppata attraverso un avviso pubblico che verrà lanciato nelle prossime settimane e che, nella prima fase, coinvolgerà i soggetti partecipanti nell’identificazione dei criteri e delle modalità per l’individuazione dei beneficiari. Una volta stabilite le regole, si passerà alla gestione del patrimonio di alloggi a disposizione del progetto che verranno dedicati a diversi tipi di accoglienza e di locazione a canoni accessibili.
Il target saranno i cittadini e le cittadine che non hanno i requisiti per l’accesso alla casa popolare, ma contemporaneamente non sono in gradi neppure di sostenere i costi del mercato privato o gli utenti in carico ai servizi sociali che, pur essendo in grado di provvedere ai propri bisogni primari, attraversano un momento di difficoltà di tipo socio-economico. Il percorso di amministrazione condivisa che verrà intrapreso servirà quindi a mettere in piedi una rete di enti che lavorano sul territorio in questa direzione, con una forte regia pubblica.






