Nella cornice del Giardino dei Giusti al Monte Stella a un anno dall’evento internazionale che vedrà protagonista Milano con le Olimpiadi invernali, sono state posate sei nuove targhe dedicate ad atleti e personalità sportive che, con coraggio, altruismo e abnegazione, hanno segnato epoche diverse e si sono distinti nello sport e soprattutto nella vita: Bronislaw Czech (sciatore, più volte corriere clandestino, morto ad Auschwitz), Harry Seidel (ciclista, si oppose al regime dittatoriale della Germania Est e fece fuggire da Berlino Est centinaia di persone), Emil e Dana Zatopek (lui mezzofondista e maratoneta e lei giavellottista, sostennero insieme la Primavera di Praga, che pagarono con i lavori forzati e la morte civile), Antonio Maglio (padre delle paralimpiadi, trasformò la percezione della disabilità attraverso lo sport), e Khalida Popal (Calciatrice, ha contribuito a salvare 300 persone in fuga dai talebani).
L’ha ben spiegato il Presidente di Fondazione Gariwo, Gabriele Nissim ribadendo l’importanza dell’appello Giusti nello Sport rivolto a tutte le società sportive: «Vogliamo alimentare speranza nel futuro dell’umanità. Ogni persona può sempre fare una piccola cosa per migliorare il mondo. Noi oggi lanciamo da Milano, che si appresta a vivere le prossime Olimpiadi, una grande sfida: lo sport ha un potenziale enorme, sa unire come sottolineava Mandela persone di ogni nazione, ogni genere, ogni provenienza. Lo sport vero e genuino come dovrebbe essere la democrazia mette insieme le persone con lo scopo di migliorare le proprie prestazioni e non pensando che l’avversario sia un nemico. Lo sport ha una grande responsabilità in un mondo lacerato da guerre e persecuzioni, di fronte al diritto internazionale messo in discussione. La collaborazione tra esseri umani è un antidoto potente all’odio all’arroganza del più forte. Come diceva anche Spinoza, la forza viene sempre dalla relazione con gli altri. Abbiamo una grande ambizione, vorremmo che da qui alle Olimpiadi tutte le associazioni sportive partecipassero a questo grande movimento dei valori dello sport. Auspichiamo che ci siano gare, manifestazioni, marce non competitive che siano dedicate a questi valori».







