Essendo emersi atti corruttivi sulla gestione dell’urbanistica milanese e a fronte del coinvolgimento degli indagati nella stesura stessa del decreto in discussione, è un bene che il Comune abbia preso le distanze dal “Salva Milano”.
C’è molta confusione e altrettanta preoccupazione nei corridoi dell’amministrazione milanese a seguito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Giovanni Oggioni, ex direttore degli uffici comunali, nell’ambito delle inchieste della Procura che da oltre un anno sta bloccando centinaia di cantieri e nuove costruzioni a causa di presunti illeciti per permessi di costruzione di nuovi complessi edilizi.
Io stessa avevo difeso il provvedimento (sostegno al DDL Urbanistica), approvato a novembre alla Camera e ora in discussione al Senato, perché avevo intravisto la possibilità di ristabilire un quadro di certezza normativa a fronte della confusione creatasi per una diversità interpretativa della norma regionale, chiedendo dunque alla politica di stabilire la cosiddetta “interpretazione autentica” in ambito urbanistico.
Tuttavia, a fronte dell’emergere di atti corruttivi nella gestione e nell’indirizzo dell’urbanistica milanese e visto che è venuto alla luce il coinvolgimento degli indagati con alcuni politici di centrodestra nella stesura stessa del decreto in discussione (che poi il Partito democratico aveva emendato col coinvolgimento di Anci), è un bene che il Comune abbia preso le distanze dal “Salva Milano” e si sia costituito parte lesa nella complessa vicenda.
Resta l’amarezza e il disorientamento per come la politica possa tradire il proprio mandato etico e valoriale, rivelandosi ancora una volta fragile e corruttibile, e per una vicenda che complica ancora di più la situazione di cittadini che aspettano delle risposte concrete dopo essersi ritrovati, loro malgrado, in un vicolo cieco con l’acquisto di una casa bloccata dalle indagini…
Tutto ciò ha portato alle dimissioni spontanee dell’assessore alla Casa, Guido Bardelli, non a motivo delle indagini, bensì perché è stato rivelato un messaggio privato poco opportuno. In pochi mesi, Bardelli si era distinto per la presentazione di un Piano Casa davvero innovativo e apprezzato da tutte le parti e per la disponibilità all’ascolto e al confronto a tutti i livelli e con tutti gli interlocutori.
Ora la politica deve innanzitutto fare un po’ di autocritica e avviare alcune serie riflessioni in materia di urbanistica per ritrovare una connessione con la città e i suoi problemi, le attese e il benessere delle persone, la qualità della vita e dell’aria, l’espulsione dalla città e l’evidenza della povertà. Io ho fiducia che il prezioso lavoro del Piano Casa possa trovare continuità per dare risposte concrete al ceto medio in una città che sul tema casa deve lavorare ancora molto. E poi è importante fare ciascuno la propria parte per definire con attenzione i contenuti del nuovo Piano di Governo del Territorio, facendo in modo che sia capace di rispondere ai bisogni dei cittadini e che sia forte nei confronti dei costruttori edili.








