Il 27 gennaio 2025, in occasione delI’ottantesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, luogo simbolo dell’odio nazifascista che ha portato allo sterminio di milioni di persone deportate e uccise, il Consiglio comunale di Milano ha voluto istituire una nuova “Commissione speciale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni di odio”, di cui anch’io ho chiesto di poter fare parte.
Le finalità della Commissione saranno:
– sviluppare un’analisi conoscitiva, di studio e ricerca anche mediante l’audizione di esperti esterni, con particolare attenzione alla diffusione del fenomeno nella realtà milanese;
– definire linee di indirizzo per la programmazione di azioni attuative finalizzate a prevenire e contrastare i discorsi e i fenomeni d’odio, nell’ambito delle competenze riservate all’Ente;
– promuovere collaborazioni con soggetti esterni e rappresentanti della società civile (università, enti, organizzazioni, scuole, media) al fine di creare momenti di divulgazione e sensibilizzazione al tema e di elaborare contenuti e proposte per incentivare una disciplina normativa della materia.
Per introdurre il dibattito in Aula, è stato letto il messaggio inviato dalla Senatrice a vita Liliana Segre, Presidente della Commissione parlamentare alla quale si è ispirata la nostra commissione consiliare:
Saluto con interesse e vicinanza la decisione del Consiglio Comunale di Milano di istituire una “Commissione Speciale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio”.
Nella mia veste di Presidente della Commissione monocamerale del Senato che si occupa medesimamente di indagare le forme di hate speech online, ma anche offline, trovo opportuna e giusta la scelta delle istituzioni milanesi di dotarsi di uno strumento come la Commissione Speciale.
Purtroppo la diffusione dei discorsi d’odio, ma anche di altre forme di discriminazione contro donne, omosessuali, minoranze, migranti, sta conoscendo in questi anni forme sempre più preoccupanti ed inquietanti. Favorita come noto dall’incidenza e pervasività dei social media.
La Commissione da me presieduta ha avviato già nella scorsa legislatura e ancora in quella in corso un lavoro di ricerca e di studio, di monitoraggio dei fenomeni, di individuazione di soluzioni legislative e non. Audizioni e documenti sono ovviamente a disposizione di utenti e cittadini e credo potranno dare utili spunti anche alla Commissione del Comune di Milano.
Purtroppo la situazione generale non aiuta. Guerre, aumento delle diseguaglianze sociali, degli squilibri fra Nord e Sud, migrazioni di portata globale creano un quadro di tensioni che favorisce il diffondersi di frustrazioni e rancori, destinate a trovare facile eco online. Il che di conseguenza amplifica anche gli effetti reali, l’incidenza nel corpo vivo della società, dove si registra l’aumento di forme di razzismo, antisemitismo, omofobia, violenza fisica e verbale contro le donne.
In questo contesto non sorprende, ma preoccupa, che piattaforme e grandi companies internazionali, raccolte sotto l’etichetta di Big Tech, abbiano deciso di recente di smantellare proprio le tutele contro la diffusione abnorme di hate speech online.
È di questi giorni la notizia che giganti come Facebook o Apple, per non dire di “X”, hanno deciso di abolire le forme indipendenti di Fact-Checking, che cercavano di arginare proprio le forme peggiori di hate speech, fake news ecc. Per fortuna in Europa il Parlamento Europeo nel 2022 ha approvato la Legge sui servizi digitali (DSA), ma anche quella sui mercati digitali (DMA), perché in effetti è decisivo il nesso fra problematica dei diritti e interessi reali, economici, di cui le grandi piattaforme sono portatrici. Diritti e poteri vanno considerati e affrontati insieme, perché insieme costituiscono il problema più allarmante.
In questo quadro paiono dunque tanto più opportune le innovazioni normative dell’UE, perché cambiano il quadro di riferimento generale, a tutela tanto dei diritti individuali, del diritto a non essere discriminati od offesi, diritto sempre da ponderare con quello di espressione, quanto delle nostre democrazie, messe in pericolo proprio dall’imbarbarimento della vita pubblica.
Sono certa che la Commissione di contrasto ai fenomeni d’odio del Comune di Milano saprà essere all’altezza di fenomeni dal contrasto dei quali dipende il futuro e la qualità della nostra convivenza civile e democratica.
Con i migliori auguri di buon lavoro,
Liliana Segre








