Il punto di partenza è un taglio orizzontali alle risorse trasferite agli Enti Locali di 1,3 miliardi di euro, che vanno ad aggiungersi alle riduzioni già subite lo scorso anno da parte del governo Meloni e continueranno per i prossimi cinque anni. Il Governo ha eliminato anche l’obbligo per le Regioni di riservare ai Comuni il 70% dei fondi di spettanza.
Questo è molto grave, perché negli ultimi anni è cresciuta la spesa corrente necessaria per far fronte ai bisogni crescenti dei cittadini in riferimento a diritti fondamentali – quali salute, istruzione, assistenza sociale, mobilità, abitare, sostenibilità ambientale –, con aumenti di prezzi e costi per l’esercizio di funzioni e servizi.
Ciò nonostante, il Comune di Milano ha deciso di orientare le proprie risorse in due direzioni: lo sviluppo della città e la tenuta dei servizi sociali. La maggior parte delle coperture finanziarie del nostro Bilancio di previsione sono assicurate dalle entrate proprie non tributarie dell’ente, generate da varie azioni come la migliore messa a reddito del patrimonio pubblico e la distribuzione dei dividendi delle società partecipate.
In particolare, i fronti su cui investe la manovra sono: welfare (+ 5 milioni di euro), servizi scolastici e educativi (+ 6,7 milioni) e sicurezza della città (+ 4 milioni). Inoltre, si prevede la realizzazione di alloggi per l’affitto a prezzo calmierato e si compensa il taglio di spesa agli enti locali previsto dalla Legge finanziaria.
L’impegno economico è rafforzato anche da emendamenti e proposte del Partito democratico e della coalizione di maggioranza per un valore complessivo di 1,2 milioni di euro, che abbiamo voluto orientare su
– politiche giovanili e sportive, per creare spazi, opportunità e prospettive nei quartieri più critici e nei pressi degli edifici di edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo di favorire la coesione sociale in particolare delle seconde generazioni;
– esenzione dell’Irpef: con un Ordine del Giorno specifico, il Partito Democratico chiede alla Giunta di intervenire a sostegno delle famiglie con redditi medi e medio bassi, ampliando la soglia di esenzione dell’addizionale Irpef comunale. Per compensare le eventuali minori entrate, l’idea è di utilizzare due fonti di finanziamento: i maggiori introiti derivanti dall’aumento della tassa di soggiorno, così come stabilito in vista del Giubileo, e la possibilità di innalzare dello 0,1 per cento l’aliquota dei redditi molto alti, facendola passare così dallo 0,8 attuale allo 0,9 per cento, come a Roma. Per procedere con questa misura, però, la Giunta di Milano ha bisogno dell’avallo del Governo nazionale;
– riqualificazioni delle case del Comune gestite da MM che non necessitino di grandi lavori di ristrutturazione, per poterle subito assegnare;
– manutenzione delle palestre scolastiche utilizzate, oltre che dagli studenti, dalle molte associazioni che permettono a tutti di avvicinarsi allo sport di base;
– progetti di recupero degli scarti alimentari nei mercati e per migliorare le illuminazioni delle piazze, a partire da piazza Napoli.
Inoltre, con Ordini del Giorno specifici, chiediamo alla Giunta di compensare i costi straordinari derivanti dal rinnovo contrattuale della cooperazione sociale, di rafforzare i servizi di domiciliarità e quelli diurni per disabili e per l’assistenza educativa dei minori disabili e i servizi di residenzialità per i minori in difficoltà. E ancora, investimenti nei Centri Socio Ricreativi, Centri WeMi e Case delle Associazioni.
Altri interventi riguardano le Biblioteche, mentre un contributo straordinario di 200mila euro è stato stanziato con un emendamento per il fondo di gestione della Fondazione BEIC, finalizzato a consentire la prosecuzione delle attività propedeutiche all’apertura della nuova Biblioteca Europea di Informazione e Cultura.
Grazie all’approvazione dei documenti economici e finanziari prima della pausa natalizia, il Comune di Milano fin dall’inizio del prossimo anno potrà adottare il Piano delle assunzioni concordato con i sindacati e procedere con i programmi di investimento, evitando i limiti che, fino al 2022, hanno caratterizzato i bilanci previsionali varati ad anno fiscale già in corso.








