In Italia sono 100mila i bambini con genitori detenuti: quando li devono incontrare in carcere, devono fare i conti con un ambiente potenzialmente molto traumatico e, fuori dal carcere, rischiano di essere stigmatizzati a vita ed esclusi per una colpa non loro.
L’associazione “Bambini senza sbarre”, attiva da oltre 30 anni, ha creato per loro lo “Spazio giallo”, «uno spazio di attese e di incontri»: un luogo fisico e relazionale, di relazione e di cura, per i bambini e le loro famiglie all’interno del carcere, dove piccoli e adulti si preparano all’incontro col genitore detenuto e sono seguiti da operatori che ne intercettano i bisogni e li accolgono in uno spazio dedicato. È lo stesso spazio dove, dopo il colloquio e attraverso l’interlocuzione verbale, si dialoga coi bambini e gli adulti che li accompagnano per far decantare le conseguenze emotive della difficile separazione che sempre si verifica dopo l’incontro.
Per la prima volta in Italia e in Europa, il 21 marzo 2024 è stata firmata la “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”dal Ministero della Giustizia, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e l’Associazione Bambini senza sbarre, a tutela dei diritti dei 100mila bambini e adolescenti che ogni anno entrano nelle carceri italiane. La Carta promuove l’attuazione concreta della Convenzione ONU sulla tutela dei diritti dei bambini e adolescenti, agevolando e sostenendo i minori nei rapporti col genitore detenuto e indicando forme adeguate per la loro accoglienza in carcere.
Abbiamo incontrato la Presidente Lia Sacerdote e le persone che a Milano, con tanta professionalità e delicatezza, operano per la tutela dei bisogni di chi vive in condizioni di fragilità e di disagio sociale e rendono possibile la genitorialità anche in queste complesse situazioni.









