In questi anni, il mercato immobiliare, senza finanziamento pubblico, ha portato a una situazione fuori controllo, in cui si registra mancanza di mercato per chi ha disponibilità di un reddito medio. Di fronte al continuo fenomeno dell’espulsione di molti lavoratori della classe media dalla città, il Comune di Milano vuole dare un segnale di inversione di rotta e avviare una politica per la casa con una forte regia pubblica.
Comincia così col mettere a disposizione circa 300mila mq di aree comunali per realizzare 10mila alloggi in affitto a costi accessibili, per chi abita a Milano e nella città metropolitana, entro i prossimi 10 anni. Le aree saranno cedute a un valore simbolico o cedendo il diritto di superficie, dando avvio a un modello attuativo innovativo e a una nuova metodologia di collaborazione con il settore privato, con una visione a lungo termine.
Il Piano si focalizza sugli alloggi in locazione e si articola su due fronti.
Il primo fronte riguarda la riqualificazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), attraverso il reperimento di risorse utili alla manutenzione di quelli sfitti per aumentarne le disponibilità. Le case popolari sono una sfida sul piano del welfare, della sicurezza e della coesione sociale. Dei 64mila alloggi pubblici milanesi, 28mila sono del Comune: un patrimonio ricco, ma da riqualificare. Si interverrà con procedure più veloci e semplici per permettere la manutenzione ordinaria di almeno 2700 alloggi che vanno sistemati, con l’intento di recuperare il 20% degli sfitti in pochi mesi.

Il secondo fronte riguarda lo sviluppo prioritario di abitazioni in regime di Edilizia Residenziale Sociale Calmierata (ERSC), vale a dire alloggi in locazione permanente con canoni che non superino il valore di 80 €/mq anno, così da rispondere al fabbisogno abitativo della fascia media della popolazione, con reddito tra 1.500 e 2.500 €/mese. «È un piano con una forte regia pubblica – spiega l’assessore alla Casa Guido Bardelli –. Il Comune non si limiterà a mettere a disposizione un numero significativo di aree proprie, ma definirà anche le regole e le linee guida di sviluppo dei progetti da realizzare con la collaborazione del settore privato e del privato sociale. Siamo pronti ad accogliere le proposte di cooperative, fondazioni e di tante altre realtà che vogliono dare un reale apporto alla questione abitativa milanese. Il piano apre una sfida ambiziosa, ma offre anche una preziosa opportunità, quella di ricucire la città sotto il profilo dell’inclusione sociale».
Il Piano si svilupperà in modo incrementale, in coerenza con le previsioni del Piano di Governo del Territorio, per realizzare 10mila nuovi alloggi (circa 6.500 a Milano e 3.500 fuori Milano), nel corso dei prossimi 10 anni.
In base all’accessibilità ai servizi e al trasporto pubblico, all’impatto ambientale degli interventi e alla ricaduta positiva che un’operazione del genere può avere sui quartieri, sono stati individuati in questa fase 21 siti: via Giolli, via Trevi, via Pitagora, via Bovisasca, via Esterle, via Quinto Romano, via De Notaris, via de Lemene, via Zama/via Salomone, viale Certosa, piazza Abbiategrasso, piazzale Martesana, via Demostene, Pompeo Leoni, via Betti/Cechov, Porto di Mare, via Sant’Elia (ex Palasharp), via San Romanello, via Medici del Vascello, via Gatto/via Cavriana e via Balsamo Crivelli.
Il Comune pubblicherà degli avvisi esplorativi volti a sondare il mercato dell’edilizia sociale.
Le prime quattro aree per le quali l’Amministrazione raccoglierà manifestazioni d’interesse sono: via San Romanello (circa 7.000 mq), via Sant’Elia (circa 18.000 mq), via Demostene (circa 4.500 mq) e Porto di Mare (circa 144.000 mq). “Da sole, queste quattro aree coprono più del 50 per cento della superficie complessiva messa a disposizione nella prima fase: andremo a costruire ben 3mila appartamenti a prezzi calmierati – ha aggiunto l’assessore Bardelli.
Per l’attuazione del Piano, il Comune si impegna inoltre a valutare ulteriori aree di sua proprietà nell’hinterland, lungo le direttrici della metropolitana e delle linee ferroviarie, aprendo interlocuzioni con le Amministrazioni dei Comuni di Cologno Monzese, Gessate, Garbagnate Milanese e Senago.
È intenzione dell’Amministrazione individuare, successivamente, ulteriori aree, immobili in disuso, parcheggi, nodi di interscambio o mercati, al fine di incrementare l’offerta di residenza in locazione permanente a canoni calmierati e di alloggi per studenti a costi accessibili.
Qui puoi leggere integralmente le Linee di indirizzo politico per un Piano Straordinario per la Casa Accessibile a Milano








