La chiusura definitiva del campo rom di via Bonfadini grazie al lavoro di Marco Granelli, Assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, è l’occasione per ricostruire un percorso storico che, negli anni, ha fatto tanto rumore senza portare ad alcun impegno reale da parte del centrodestra per il superamento dei campi illegali. Oggi il lavoro costante e continuo, dal 2011 in avanti, da parte del centrosinistra porta risultati che coniugano rispetto delle regole, legalità e inclusione.
Come riporta Granelli, «La destra in 17 anni di governo ha aperto campi e ne ha chiuso 1 nel 2010; il centrosinistra in 13 anni ne ha chiusi 24. E qui vorrei spiegare. La destra ha governato Milano dal 1993 al maggio 2011, periodo in cui i campi rom sono stati aperti, non chiusi. Il Centrosinistra quando arrivò al governo di Milano a giugno 2011 trovò a Milano 7 campi autorizzati, e una ventina di insediamenti tollerati. Sì, De Corato faceva uno sgombero, tutti via, andavano ad occupare un’altra area e poi ci tornavano.
Fecero un Piano Rom nel 2009 con un finanziamento dal Governo di 13 milioni di euro per Milano. Prevedeva la messa a norma dei campi di via Chiesa Rossa, di via Martirano di via Idro. Le giunte di centro sinistra i campi di via Idro e di via Martirano li hanno chiusi nel 2016 e nel 2018, non messi a norma.
Il Piano prevedeva una spesa di 867.600 € per i rimpatri dei rom in Romania: soldi dati alle famiglie sulla base della promessa di tornare in Romania: sono tornati, e dopo qualche mese rientrati in Italia, con i soldi dati dalle giunte di destra di Milano. Il Piano prevedeva di spendere per il sostegno sociale e abitativo ai rom 4 milioni di euro.
Noi del centrosinistra abbiamo pensato di fare diversamente. Abbiamo scritto e approvato in Giunta a novembre 2012 le linee guida, che prevedevano il superamento dei campi, tutti, regolari e tollerati. E questo perché il campo inevitabilmente diventa un luogo chiuso, dove il sopravvento lo prendono le famiglie che vogliono trarre profitto dall’illegalità, segnando per sempre la vita dei giovani che vi abitano. Il campo è un luogo dove la gestione è difficile, dove si accumulano rifiuti e si generano problematiche igieniche-sanitarie. Lo abbiamo visto concretamente.
Per superare i campi serve fermezza e legalità, ma serve lavorare con le famiglie e offrire percorsi che le aiutino a trovare un’abitazione vera, non una baracca in un campo. Un’abitazione dove poter stare con le persone e le famiglie della città, insieme alle famiglie dei compagni di classe dei loro figli. Per questo alle famiglie vengono offerti percorsi dei servizi sociali e abitativi, quelli previsti dalle leggi della Regione Lombardia, i SAT e SAP. Sono servizi temporanei abitativi per le famiglie che hanno difficoltà abitativa. Per accedervi bisogna avere criteri di fragilità (reddito basso, minori o problematiche di invalidità, assenza di proprietà, ecc.). E gli uffici del Comune fanno queste verifiche e si fanno aiutare anche dalla Guardia di Finanza. E chi possiede i requisiti accede ai servizi in trasparenza e senza percorsi privilegiati.
In questo modo le Giunte di centrosinistra Pisapia e Sala hanno chiuso 4 campi autorizzati e 20 spontanei, in 13 anni. Le Giunte di destra, quelle di De Corato e Salvini, quelle vicine a La Russa, hanno governato Milano dal 1993 al 2010 e hanno chiuso solo un campo, quello di Triboniano con la Moratti, e ne hanno aperti e consolidati diversi, come ad esempio quello di via Novara. E loro, non noi, hanno dato i soldi ai Rom.
La Russa e DeCorato dicono che quelli che sgomberiamo occupano le case ALER. Noi, il centrosinistra e non la destra abbiamo scelto di chiedere alla Polizia Locale di avere un nucleo che fa gli sgomberi in flagranza nelle case popolari, dal 2014 al 2021 nelle sole case del Comune e dal 2022 anche in quelle ALER. E quando questi ufficiali e agenti intervengono, nei tentativi di nuova occupazione, nel 90% dei casi l’occupazione è bloccata. Nel 2023 questo nucleo ha bloccato un centinaio di nuove occupazioni nei quartieri popolari, quasi tutte nei quartieri ALER come San Siro, Corvetto, Giambellino, Lorenteggio, alla Barona e a Quartoggiaro o a Niguarda.
Quindi, De Corato e La Russa, guardate bene la realtà e i fatti. Noi lavoriamo per la sicurezza e l’inclusione, senza corsie preferenziali. E i fatti lo dimostrano: quando governavate voi Milano era piena di campi di illegalità, ora la maggior parte di quelli, noi li abbiamo chiusi e abbiamo riqualificato i luoghi. Sono fatti alla luce del sole: fatevi un giro a Porto di Mare; io lo avevo fatto nel 2012 quando abbiamo iniziato a governare: c’erano 3 campi con circa 500 persone, con bancali, batterie, amianto nei prati e nelle risorgive, con fuochi dove bruciavano i cavi elettrici per togliere la plastica ogni notte; oggi c’è un parco. Poi certo, noi abbiamo provato, sperimentato, migliorato, e c’è ancora molto da fare e migliorare, soprattutto nelle case popolari, e noi cercheremo di farlo, grazie a lavoratori e lavoratrici del Comune del Welfare, della casa, della Polizia Locale, grazie agli enti del terzo settore, grazie alla Prefettura, Questura e Forze di Polizia. Insieme si può portare più sicurezza e integrazione, cerchiamo di farlo».








