“Women belong in all places where decisions are being made”
Supreme Court Justice, Ruth Bader Ginsburg
Milano, 28 Giugno 2024
Appello aperto per un Partito Democratico milanese femminista e per più donne in posizioni di leadership
Cara Comunità del PD,
vi scriviamo per chiedervi di continuare a impegnarvi in ognuna delle Vostre zone per costruire insieme un partito contemporaneo, femminista, gentile e accogliente. Un impegno che oggi sappiamo essere un’esigenza per poter consolidare un’organizzazione partitica all’altezza delle sfide del presente, per essere capaci di lottare con coerenza per la giustizia sociale e dare compimento alle lotte delle tante e tanti venute prima di noi.
Perché è importante promuovere donne in posizioni di leadership negli enti che amministriamo come PD
Oggi in occasione delle recenti elezioni amministrative che si sono tenute nella città metropolitana abbiamo bisogno di compiere come Partito Democratico un nuovo passo in più, insieme.
Ora toccherà l’arduo compito per le nostre sindache e sindaci neo eletti di nominare le proprie giunte e a tante consigliere e tanti consiglieri neo eletti di iniziare nuovi lavori.
Sarà un’occasione di rinnovamento delle posizioni di leadership molto importante, non solo volta ad aumentare “il numero” delle nostre rappresentanti negli organi politico-amministrativi che abbiamo l’onere di guidare. Abbiamo bisogno, infatti, di sostenere un ampliamento della forza specifica, del peso politico e della possibilità di incidere sull’agenda e sui processi decisionali, da parte delle donne.
Perché non abbiamo solo bisogno di politiche per le donne. Abbiamo bisogno che queste siano fatte dalle donne. E per questo, è necessario che queste siano nei luoghi decisionali, dove queste politiche prendono vita. Dove gli interessi vengono ascoltati, mediati, negoziati.
Ricordiamo che la legge n. 56/14 dispone che “nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico“.
Perché abbiamo bisogno di più donne in posizioni di leadership in politica
In questo contesto, siamo altresì consapevoli della grave condizione in cui ancora ci troviamo: il nostro Paese è ultimo (ultimo) in Europa per tasso di partecipazione delle donne nel mercato del lavoro[1] mentre abbiamo a nostro carico più di 1000 ore di lavoro annuali, non retribuite, per il lavoro di cura. Nel 2024 siamo scese di altre 8 posizioni arrivando al 87° posto nella classifica mondiale del Global Gender Gap[2] (dopo Timor Est, prima del Ghana) e al 95° posto nel gap salariale di genere.
Altri dati sono noti ma vale la pena ricordarli: noi donne siamo la maggioranza nel Paese, ci laureiamo di più, con voti più alti in meno tempo ma siamo ancora una – estrema – minoranza nelle posizioni di leadership. Nel settore privato solo il 4% delle CEO e il 20% delle dirigenti è donna, mentre in ambito parlamentare siamo fermi al 30% a livello complessivo e con numeri desolanti nel nostro gruppo parlamentare dove anche la percentuale di parlamentari donne del PD alla Camera e al Senato è pari al 31,5%; ed ad esempio in Regione Lombardia le consigliere elette sono 4 su 14.
Alcuni miglioramenti sono stati raggiunti in ambito privato, ad esempio con la Legge Golfo-Mosca che ha aumentato la rappresentanza delle donne all’interno degli organi collegiali delle società quotate, tramite l’introduzione della doppia preferenza – che oggi consente di vedere almeno negli enti locali un numero maggiore di donne elette – o, ancora, grazie ad alcune scelte compiute nei comuni. Ricordiamo fra tutte quella di Giuliano Pisapia, confermata da Giuseppe Sala di istituire Giunte paritetiche.
Ma tutti questi cambiamenti hanno avuto necessità di due elementi essenziali: consapevolezza (femminista) e volontà politica.
Leadership femministe per città femministe
Le città sono spazi paradigmatici in cui la mentalità del modello capitalista e patriarcale trova spazio. Parliamo spesso del concetto di “città femminista” riferendoci ad un approccio all’urbanistica che tiene conto delle esigenze, delle prospettive e delle esperienze delle donne, con l’obiettivo di promuovere l’uguaglianza di genere, cercando di creare spazi urbani più sicuri, inclusivi e accessibili per le donne, o anche affrontando le disparità di genere nell’accesso ai servizi, alla mobilità, al lavoro e alla partecipazione politica e sociale. Ma questo approccio deve includere politiche e interventi specifici per promuovere la partecipazione delle donne nella progettazione e nella gestione delle città.
Sappiamo che la strada per costruire città femministe è ancora da percorrere; nel frattempo, auspichiamo di trovare il sostegno di tutta la comunità democratica al nostro fianco in questo passaggio delicato.
Le Donne Democratiche di Milano Metropolitana






