È confortante sapere che il viceispettore Christian Di Martino, gravemente ferito nella stazione ferroviaria di Lambrate il 9 maggio scorso, sia uscito dal coma. Invece è sconfortante la passerella dei politici che si sono fatti fotografare al suo capezzale, come per intestarsi – loro! – una medaglia. È sconfortante sì, perché dopo la fotografia non sono seguite azioni concrete di impegno per ottenere una maggiore sicurezza nelle nostre città.
Il problema della sicurezza è lasciato solo sulle spalle della Polizia locale, quando invece è un tema di competenza più ampia. Si parla, infatti, di “sicurezza integrata”, intendendo le competenze e responsabilità dello Stato e di Regione Lombardia nel promuovere un sistema di sicurezza efficace e perfettamente coordinato.
Da parte sua, il Comune di Milano sta investendo nell’assunzione di nuovi vigili: dopo i concorsi del gennaio 2022 e febbraio 2023, è ora in corso il terzo bando per l’assunzione di altri 260 nuovi agenti per il 2024, che consentirà al Comune di Milano entro il 2025 di avere 3.350 vigili, massimo storico mai raggiunto in precedenza.
Per contro, Regione Lombardia ha tagliato del 40% le risorse destinate alla sicurezza e, proprio questa settimana, il Consiglio regionale ha bocciato una mozione presentata dal Partito Democratico per chiedere un incremento di almeno 5 milioni di euro degli investimenti sulla sicurezza, destinatinandoli alla polizia locale, al contrasto della delinquenza urbana, a iniziative per la sicurezza in aree ad alta frequentazione come le stazioni ferroviarie. E poi ancora 15 milioni per bandi dedicati all’implementazione di sistemi di videosorveglianza, lettura targhe, sicurezza nei parchi pubblici, formazione di presidi in contesti ad alta residenzialità pubblica. Servirebbe inoltre nuova strumentazione per gli agenti di polizia locale, risorse aggiuntive per la sicurezza in comuni di fascia media, ampliamento delle capacità di reclutamento di personale nei corpi di polizia locale, percorsi di prevenzione, coesione sociale e limitazione del disagio giovanile, diffusione degli street tutor e di altre forme innovative di educazione di strada.
Tra l’altro, nel Bilancio 2023, la Regione aveva tagliato anche i fondi destinati alle amministrazioni locali per azioni orientate all’educazione e alla legalità, alle vittime della criminalità e della mafia, al recupero e riutilizzo dei beni confiscati alla mafia a fini sociali.
Ricapitolando, il centrodestra non solo ha tagliato i fondi alla sicurezza col Bilancio 2023, ma dopo aver denunciato lo stato di insicurezza della città, non si è assunto la responsabilità di incrementare lo stanziamento a favore della sicurezza urbana.
Trovo assai ipocrita questo comportamento che denuncia un problema e poi contribuisce a crearlo. Come si fa dunque a combattere la malavita senza le risorse, ma soprattutto senza la volontà di investire in nuovi modelli educativi? Sorge il dubbio che, forse, non interessi davvero questa lotta, ma solo l’esito giornalistico che mette in difficoltà la città…








