Per prepararmi alla festa del 25 aprile, ho scelto di essere a Niguarda, dove la Liberazione è iniziata in anticipo, il 24 aprile 1945, quando specialmente al nord, specialmente a Milano, si respirava un’aria di tensione, pervasa di desideri ed emozioni, ma anche di vendetta e rancori
Qui il Teatro della Cooperativa mi ha regalato emozioni fortissime con la messa in scena dello spettacolo per studenti “Nome di battaglia Lia”, testo e regia del grande Renato Sarti con Marta Sunomi Marangoni e Rossana Mola.
Fu proprio il 24 aprile 1945 che si consumò uno degli episodi più tragici della Liberazione della città: mentre correva in bicicletta con l’amica Stellina Vecchio, per consegnare l’ordine d’insurrezione ai partigiani del quartiere, venne colpita da una raffica di mitra nazisti Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia Lia, di soli trentadue anni, una delle figure più importanti del Gruppo di Difesa della Donna. E moriva portando con sé il bimbo di cui era incinta all’ottavo mese.
Dallo spettacolo emerge chiaramente il ruolo particolare che ebbero il quartiere di Niguarda e soprattutto le sue donne all’interno della grande pagina della Resistenza milanese. Sulle spalle delle donne, infatti, ricadeva gran parte del peso della realtà quotidiana, fatta di bambini e anziani da accudire nel freddo, nella fame e nelle malattie.
Un ritratto tragico e insieme vivace della Niguarda resistente, dedicato alle donne e al loro coraggio.









