L’evento di presentazione di #RipartoDaMe è stata l’occasione per presentare il Rapporto Finale di Valutazione di un progetto di Fondazione Riva e Adecco, che nasce per dare una seconda opportunità a persone detenute sul territorio di Milano, formandole e inserendole lavorativamente in un contesto aziendale esterno al carcere.
Il progetto si caratterizza per essere studiato con (non per) le persone detenute e con le aziende che hanno creato le condizioni per facilitare l’inserimento. Si tratta di un lavoro svolto a livello istituzionale che aiuta davvero il reinserimento sociale attraverso il potenziamento delle competenze professionali e trasversali, con esperienze pratiche di tirocinio e inserimento lavorativo. Attraverso questo percorso, il sistema impresa si avvicina al carcere e non diventa una barriera foriera di ulteriori problemi. Ciò è possibile quando si lavora in sinergia e in modo corale a più livelli: il carcere, gli educatori, le imprese.
Il convegno ha raccontato il ruolo delle aziende partner del progetto, che si sono messe in gioco promuovendo percorsi di inclusione. Ma ha anche raccontato il punto di vista dei beneficiari, con testimonianze davvero toccanti dei detenuti ed ex detenuti che hanno compiuto passi graduali verso la libertà, riuscendo così a ridurre la distanza, a volte incolmabile, che divide il mondo all’interno e il mondo all’esterno del carcere.
Paradossalmente può accadere di scoprire, proprio durante l’esperienza in carcere, che la vita può dare altro e che la propria biografia non è già scritta e non ha un giudizio definitivo, nemmeno dopo una dura e giusta condanna. Nelle aziende che hanno accolto la scommessa è accaduto quanto ha ricordato il prof. Luca Pesenti, dell’Università Cattolica: «Qui entra la persona, il delitto resta fuori».
E allora è possibile che un ex detenuto come Fabrizio rilegga la sua storia con commovente gratitudine, riassumendo in poche parole il senso di RipartoDaMe:
«Grazie a te, Laura, che mi hai sempre sostenuto.
Grazie a te, Giulia: sei una grande.
Grazie a Francesco, uomo stupendo.
Grazie Roberto Bezzi [Responsabile Area educativa del Carcere di Bollate, ndr]: dovrebbero esserci più persone come te, che lavorano e credono in noi.
Grazie al mio EX (e meno male!) direttore del carcere, stai facendo proprio un buon lavoro.
E poi… grazie a me, che ho avuto la forza e la volontà di andare avanti. Grazie ai miei figli che mi sono stati vicini. E grazie a Dio perché, ogni volta che credevo di mollare, mi ha dato la forza di continuare. Io vi dico solo una cosa: Non vi deluderò».








