Nella riqualificazione complessiva della zona sud-est di Milano, tra il parco Porto di Mare e il parco della Vettabbia, in via San Dionigi 121/A, sta sorgendo un luogo bello, sicuro e ricco di attività formative e ricreative per ridare autonomia e libertà alle donne in uscita dalla violenza e ai loro figli. È Cascina Ri-Nascita, che già nel nome tradisce il suo programma: offrire un posto capace di ridonare forza, autostima e benessere, un’oasi immersa nel verde della città e aperta a tutti coloro che vorranno vivere lo spazio e le attività che saranno organizzate al suo interno.
L’abbiamo visitata insieme ad Alessandra Kustermann, coordinatrice di un progetto che mette insieme le energie di due Centri Antiviolenza con un’esperienza più che ventennale, SVS Donna Aiuta Donna (SVS DAD) e Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano (CADMI), che verrà realizzato insieme all’Associazione Sportiva Dilettantistica Campacavallo.
Insieme queste realtà hanno costituito una ATI (associazione temporanea di impresa) che ha vinto il bando di concessione del Comune di Milano per restaurare una parte di Cascina Carpana, che risale al 1700 ed è riconosciuta come bene di interesse storico e artistico. Il 26 ottobre scorso è stata firmata la Convenzione col Comune di Milano per il diritto di superficie per 90 anni di un’area che comprende circa 2.600 mq edificati e più di 30.000 mq di parco.
Gli interventi verranno suddivisi in tre step, il primo dei quali deve terminare entro febbraio 2025. I costi sono elevati perché si è scelta la sostenibilità ambientale, prevedendo l’utilizzo di fotovoltaico e geotermia. Le spese complessive sono di circa 6 milioni di euro. Ad oggi, il 55% dell’importo è coperto grazie a somme ingenti provenienti da alcuni bandi vinti, mentre si prevede di coprire il restante 45% con donazioni materiali da parte di aziende specifiche.
Il risultato dell’intervento restituirà 9 strutture abitative (più una di riserva) per accogliere madri con figli e offrire loro un percorso di inserimento lavorativo attraverso attività di ebanisteria, sartoria e cucina, i cui laboratori saranno aperti al pubblico. Insieme a un ristorante e a un bistrot, verrà ristabilito il contesto della corte proprio delle cascine lombarde, tipicamente aperte all’accoglienza e alla convivialità, luogo di incontro, scambio di idee e piazza condivisa.
A ciò si aggiunge l’attività dell’associazione Camapcavallo, presente a milano dal 2006, che si occupa di circo morbido ed equitazione affettuosa.









