La sicurezza ha una valenza psicosociale che chiede assistenza, prossimità, prevenzione. Ne abbiamo parlato con Franco Gabrielli, Delegato alla Sicurezza e Coesione sociale del Comune di Milano, Marco Granelli, assessore alla Sicurezza del Comune, Rossella Sacco, portavoce del Forum del Terzo Settore di Milano, e Cosima Buccoliero, Direttrice della Casa Circondariale di Monza, intervistati da Fabio Pizzul.
Dalla serata è emerso che serve un impegno corale capace di mettere insieme i temi della sicurezza con quelli legati alla coesione sociale.
Che cosa si fa a Milano per aumentare la sicurezza?
Per un maggior controllo del territorio, nell’immediato è stato effettuato un potenziamento significativo della presenza di Polizia Locale a Milano ed è stato istituito un tavolo dove trattare le istanze che arrivano dai cittadini e dai municipi per individuare le competenze diverse tra Stato e Amministrazione e far pervenire le dovute risposte.
È di questi giorni, inoltre, l’arrivo a Milano di oltre 300 giovani militari, donne e uomini nei gradi di maresciallo e carabiniere, giunti a più riprese a Milano, responsabili delle attività di presidio, controllo del territorio e ordine pubblico. «I cittadini milanesi – ha sostenuto il Generale Solazzo – sanno oggi di poter contare anche sull’entusiasmo e sulla motivazione del personale neogiunto, chiamato ad accudire il sentimento di sicurezza della popolazione, innanzitutto attraverso quella funzione di rassicurazione sociale che, da sempre, è la cifra distintiva dell’azione dell’Arma sul territorio. Nel perseguire questo obiettivo, i Reparti Carabinieri continueranno ad operare in piena sintonia con tutte le componenti istituzionali che condividono responsabilità e progetti nel settore della sicurezza, nella consapevolezza che la complessità dei temi con cui siamo chiamati a confrontarci richiede, oggi più che in passato, l’efficace integrazione tra la funzione di controllo del territorio a cura delle Forze di polizia e l’azione di governo del territorio risalente agli enti locali».
Ma nel lungo periodo bisogna saper guardare lontano e investire sulle persone, a partire dalla gestione del tema immigrazione, lavorando sui flussi, sui rimpatri e sull’integrazione, affrontando il tema dei minori stranieri non accompagnati.
In questo lavoro, fatto di sinergie, è preziosa la partecipazione e la professionalità della società civile e del terzo settore, che lavora nella quotidianità per costruire comunità coese, rendere gli spazi urbani accessibili e restituirli alla città.
In particolare, Rossella Sacco ha sostenuto la tesi del ruolo proattivo delle numerose associazioni presenti sul territorio: volontariato, cultura, sport, cooperazione sociale e impresa sociale.
Queste realtà, con la loro presenza costante, le attività organizzate, la prossimità territoriale e la permeabilità nelle comunità, ma soprattutto con la capacità di costruire legami e relazioni con i cittadini, possono svolgere un ruolo determinante nella costruzione di comunità più coese e sicure. Tuttavia, è essenziale investire risorse, condividere idee e attivare programmi con l’obiettivo di costruire insieme il rafforzamento dei legami comunitari.
Un appello a investire nell’importante connubio tra sicurezza e coesione sociale attraverso la collaborazione attiva del Terzo Settore!








