Buon pomeriggio
Prima di iniziare i nostri lavori, invito l’Aula a unirsi a me nel commemorare una delle figure più rilevanti della Resistenza milanese, un giovane uomo fucilato appena ventenne, divenuto figura significativa per Milano, per l’Italia e la nostra storia antifascista: Giancarlo Puecher, di cui oggi – 21 dicembre 2023 – ricorre l’ottantesimo anniversario della morte.
Giancarlo nacque a Milano nel 1923, era un giovane fortunato, di famiglia benestante: figlio di uno stimato notaio di origini triestine, aveva studiato al liceo gesuita “Leone XIII” per poi iscriversi all’Università di Milano.
Forse avrebbe avuto la possibilità di aspettare la fine di quel periodo tremendo per l’Italia e il mondo, protetto anche dalla sua famiglia.
Invece, di fronte all’occupazione tedesca e all’usurpazione della Repubblica sociale di Mussolini, decise di entrare nella Resistenza, come organizzatore e come combattente. Arrestato e torturato, respinse una proposta di fuga per non compromettere i compagni arrestati con lui. Profondamente religioso, al momento della fucilazione volle perdonare i componenti del plotone d’esecuzione.
Per questo eroico comportamento, fu insignito della prima Medaglia d’oro al valor militare subito dopo la Liberazione. È dunque una figura di grandissimo rilievo per l’antifascismo milanese: definito un eroe puro e limpido, capace di un’autentica rivolta morale, animata da valori quali l’amore di patria e il senso del dovere.
La sua figura e il suo esempio di martire di formazione cattolica, liberale e antifascista non sono mai stati dimenticati. Questa è l’occasione per rendergli memoria e far rivivere oggi i suoi valori che sono anche i nostri valori.







