Con la collega Alice Arienta, abbiamo portato in aula un progetto che punta a prendersi cura della vita quotidiana delle persone, in particolare della coppia e di chi sceglie la convivenza o il matrimonio o l’unione civile.
La scelta di vivere la propria vita con qualcun altro – che sia contraendo matrimonio o una unione civile – a qualsiasi età della vita e indipendentemente dal contesto o dal pregresso in cui si realizza, comporta una rimodulazione della vita personale su molti livelli e richiede dunque un riequilibrio di diversi fattori, che a volte si danno per scontati e che nel tempo potrebbero invece trasformarsi in problemi.
Siamo consapevoli che le dinamiche relazionali e familiari talvolta possono complicarsi e portare a criticità, a conseguenze negative, a volte anche tragiche e distruttive. E purtroppo anche la cronaca certifica questo pericolo.
Sono altresì convinta che accrescere una maggiore consapevolezza e accompagnare le persone ad affrontare consapevolmente crisi fisiologiche, possa diminuire il rischio di crisi ben più serie. Ci siamo detti tante volte, in questi giorni, che serve un maggiore impegno culturale per il riequilibrio della relazione di genere, allora partiamo da piccoli passi concreti in una direzione preventiva.
La proposta punta ad approfondire in modo laico alcuni aspetti quali la comunicazione all’interno della coppia, il rapporto con le famiglie di origine, la gestione dei rispettivi ruoli, il conflitto di coppia, la gestione dell’economia domestica, il chiarimento di alcuni aspetti giuridici specifici (ad esempio la differenza tra comunione o separazione dei beni)…
All’interno dei Servizi Civici del Comune verranno dunque proposti gratuitamente percorsi di preparazione alla convivenza o per conviventi (con adesione libera e non vincolante, in modalità in presenza e/o a distanza) e/o specifici percorsi di preparazione al matrimonio per chi chiede di sposarsi o unirsi civilmente (con adesione libera e non vincolante, in modalità in presenza e/o a distanza) coinvolgendo enti terzi e coordinandosi con i Consultori familiari, ma sempre rivolgendosi a tutta la collettività indistintamente.
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