Dopo lo stop che era stato imposto dalla Cassazione, a Milano è ripresa la registrazione degli atti di nascita dei bambini nati all’estero mediante la tecnica della maternità surrogata, con la sola indicazione del genitore biologico, ovvero di uno dei due papà. È la via che io ho sempre ritenuto percorribile, affinché al minore venga riconosciuto un legame familiare e possa così accedere a tutti i servizi e affinché, al tempo stesso, la coppia possa dare corso al procedimento di “adozione speciale”, rispettando la verità delle origini del bambino.
La possibilità di procedere alla trascrizione parziale dell’atto di nascita estero di minore, senza la menzionare il padre intenzionale (ovvero il secondo papà), arriva a seguito dello stop alle trascrizioni e registrazioni dei figli delle coppie omogenitoriali effettuate dal Comune di Milano nei primi giorni del 2023, dopo la pubblicazione della Sentenza della Cassazione a Sezioni Unite del 30 dicembre 2022 (n. 38162) che ha ritenuto non trascrivibile in Italia l’atto di nascita estero con due padri, relativo a un minore nato all’estero con la tecnica della gestazione per altri.
Intanto, a inizio agosto, la Commissione per le Adozioni Internazionali (Cai) ha diffuso i dati sulle adozioni internazionali effettuate nel periodo 1° gennaio-30 giugno 2023, certificando un continuo calo delle stesse: nel primo semestre 2023 sono state realizzate 248 adozioni, contro le 273 dello scorso anno e contro le 4.500 adozioni di qualche anno fa. In Italia ci sono una cinquantina di enti che operano sul fronte delle adozioni internazionali e sono circa 2.500 le coppie in attesa del cosiddetto “abbinamento”, con un’attesa media di 4-5 anni, con tempi spesso incerti.
Ciò impone l’urgenza di rivedere e ripensare l’intero sistema delle adozioni – sia nazionali che internazionali – all’interno del complessivo quadro delle politiche familiari. Le proposte di Cristina Riccardi, vicepresidente di Aibi-Amici dei bambini e del Forum nazionale delle associazioni familiari, è «semplificazione dell’iter e tempi perentori per l’idoneità (6 mesi), gratuità per permettere a più famiglie di adottare e non penalizzare l’adozione rispetto alle altre forme di genitorialità, ripresa di rapporti continuativi con i Paesi d’origine dei bambini (accordi bilaterali) e un funzionario addetto dedicato presso le ambasciate dei Paesi più rilevanti».
Alla ripresa delle attività consiliari, spero di riuscire a portare in discussione un ordine del giorno condiviso con la collega Monica Romano sull’urgenza di provvedimenti per rendere più snelle, in termini di tempistiche e di onerosità, le procedure per accedere all’adozione ordinaria e all’adozione in casi particolari. Vedremo se anche il governo, che a parole vuole sostenere la famiglia, ci aiuterà.







