Giudico urgente e faccio mia la denuncia e il conseguente appello proposto dal Collettivo Le Donne di Baggio, relativo alla preoccupante situazione causata da tagli ingiustificati alla Sanità territoriale, soprattutto ai servizi rivolti all’infanzia e all’età evolutiva.
Da un lato assistiamo a fatti drammatici messi in atto da adolescenti (vedi il tragico ferimento di una docente da parte di un alunno, in chiaro stato di alterazione) e a continui appelli di professionisti, docenti, educatori e giornalisti; dall’altra parte, Regione Lombardia chiude i servizi territoriali di sostegno alla salute Neuropsichiatrica da 0 a 18 anni.
Trovate la Lettera di denuncia che potete sottoscrivere al link
Il comunicato parte da una lettera che racconta l’esperienza di una ragazzina di 13 anni e della sua famiglia, ma potrebbe riguardare migliaia di famiglie milanesi e lombarde.
«A fine pandemia una ragazzina di 13 anni ha cominciato a isolarsi sempre di più per una grave forma di ansia e depressione che la portava perfino ad avere pensieri suicidari. Durante il tragitto da casa a scuola, soffriva di veri e propri attacchi di panico, sempre più numerosi. Col passare del tempo, ha smesso di frequentare la scuola chiudendosi in casa, unico luogo sicuro e accogliente. Come molti adolescenti della sua età, ha “scelto” il ritiro sociale per difendersi dal suo profondo disagio.
La madre, allora, ha cominciato a cercare aiuto negli ospedali pubblici e nelle Uonpia di competenza, che l’ha indirizzata al pronto soccorso del San Paolo di Milano, unico pronto soccorso neuropsichiatrico infantile di tutta la città. Dopo una lunghissima attesa, gli specialisti hanno visitato la ragazzina e, considerata la gravità del caso, le hanno prescritto dei farmaci, affidandola con urgenza all’Uonpia. La quale, dopo qualche giorno, informa la madre che i tempi di attesa sarebbero stati molto lunghi. Solo dopo molte insistenze accompagnate anche dalla minaccia di una denuncia penale, vista la diagnosi di massima urgenza formulata dal pronto soccorso del San Paolo, la madre è riuscita ad ottenere la presa in carico della figlia da parte del servizio. Una volta avviato il percorso di cura, la neuropsichiatra dell’Uonpia ha espresso l’esigenza di cominciare subito anche un programma di psicoterapia, aprendo, senza volerlo, un’altra nota dolente, perché nessun ospedale pubblico o Uonpia fornisce questo genere di prestazione per l’età evolutiva. L’unica possibilità di usufruirne gratuitamente è offerta da alcuni consultori convenzionati o, in pochissimi casi, consultori pubblici, con liste d’attesa lunghissime. Tant’è che, malgrado la lunga serie di telefonate e di solleciti da parte della madre, la ragazzina ha potuto cominciare il percorso di psicoterapia “soltanto” a distanza di 9 mesi dalla richiesta e dopo aver ormai perso l’anno scolastico. Come se non bastasse, nel frattempo la neuropsichiatra dell’Uonpia comunicava alle famiglie che sarebbe stata trasferita mentre la sua collega sarebbe andata in pensione, fornendo comunque ampie rassicurazioni sull’arrivo in tempi brevi di un sostituto. Che, in realtà, a distanza di due mesi e mezzo dal trasferimento della neuropsichiatra, non è ancora arrivato. Un’assenza deleteria, perché i neuropsichiatri sono gli unici operatori della struttura autorizzati a gestire la prescrizione dei farmaci, monitorando gli effetti, i dosaggi, gli eventuali cambiamenti terapeutici attraverso appositi esami clinici volti a valutare lo stato di salute dei pazienti e le eventuali controindicazioni del trattamento farmacologico. Un lavoro indispensabile, sospeso da due mesi e mezzo, che di fatto ha sottratto le cure a bambini e adolescenti con pesanti problematiche psicologiche e gravi fragilità emotive».
Il calvario di questa famiglia è sovrapponibile a quello di altre migliaia di famiglie che, per diversi motivi, hanno dovuto rivolgersi alle UONPIA (Unità Operativa Neuropsichiatria Psicologia Infanzia Adolescenza) di Milano.
I dati parlano chiaro: i bambini e gli adolescenti hanno subito effetti devastanti dal punto di vista psichico ed emotivo in seguito alla pandemia. I disagi psichici in età evolutiva sono, infatti, aumentati almeno del 70%: disturbi alimentari, hikikomori, ritiro sociale, autolesionismo, tentati suicidi, ansia, depressione, attacchi di panico, comportamenti ossessivi compulsivi ecc. Anche i ricoveri nei reparti di neuropsichiatria degli ospedali per questa fascia d’età hanno registrato una crescita del 60%. La pandemia è stata una tragedia sociale, non solo per le vittime del virus, ma anche per gli effetti nefasti che il lockdown ha avuto sulla mente e l’emotività di bambini e adolescenti.
Una vera e propria pandemia nella pandemia, a cui nessuno però pone rimedio.
Le Uonpia, uniche strutture territoriali dedicate ai pazienti in età evolutiva, che dovrebbero occuparsi di questa emergenza, invece di essere state potenziate implementando il personale e le prestazioni, come la psicoterapia, di fatto negli ultimi anni sono state svuotate e in alcuni casi smantellate. Già nel periodo pre-Covid, le loro liste d’attesa erano lunghissime e inaccettabili. Adesso, con l’impennata dei disagi psichici nell’età evolutiva, lasciare queste strutture prive di personale medico o specialistico è diventato non solo inaccettabile, ma anche criminale. Perché un sistema che non tutela, non protegge e non sostiene i bambini e gli adolescenti, soprattutto in un’epoca di emergenza, è criminale. È criminale un sistema che crea la più odiosa delle diseguaglianze, quella basata sul cinico baratto tra salute e denaro. Perché, mentre le famiglie benestanti possono procurarsi a pagamento le cure per i propri figli, le famiglie economicamente disagiate sono costrette a vedere i propri figli spegnersi di giorno in giorno, vittime di liste d’attesa che durano anni.
CHIEDIAMO
1. CHE VENGA ATTUATO CON URGENZA UN PIANO DI ASSUNZIONE PER TUTTO IL PERSONALE MANCANTE DELLE UONPIA DI MILANO E DELLA REGIONE LOMBARDIA;
2. CHE VENGANO IMPLEMENTATE LE PRESTAZIONI ALL’INTERNO DELLE UONPIA AGGIUNGENDO, DOVE MANCA, LA PSICOTERAPIA;
3. CHE SIA COSTITUITO UN PROGRAMMA DI EMERGENZA CON INVESTIMENTI STRAORDINARI E IMPROROGABILI PER FINANZIARE, ATTRAVERSO IL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE, LA COMPLETA PRESA IN CARICO DEI PAZIENTI IN ETÀ EVOLUTIVA FACENDO RETE CON LE SCUOLE, I CONSULTORI, LE UONPIA E LE FAMIGLIE;
4. CHE IN TUTTI GLI OSPEDALI DI TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE VENGANO APERTI REPARTI DI NEUROPSICHIATRIA INFANTILE;
5. CHE IL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE PREVEDA SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, IN TUTTE LE SCUOLE PRIMARIE E SECONDARIE DI PRIMO E SECONDO GRADO, COME PRIMO PRESIDIO PER I DISAGI PSICHICI ED EMOTIVI DEGLI STUDENTI, LA PRESENZA GIORNALIERA DI UNO PSICOLOGO, CHE DEVE FUNGERE DA FIGURA DI MEDIAZIONE TRA INSEGNANTI, GENITORI, PEDIATRI E UONPIA.







