Consigliera Comunale di Milano

Partito Democratico
Presidente Commissione Periferie
Presidente Commissione di Studio per un Piano integrato di Politiche familiari

Un inizio d’anno già pieno di colpi di scena: dall’assalto al Congresso americano al traballamento del Governo italiano… Ma più da vicino, la mia massima delusione è per la scuola: «Cambiamo ciò che va cambiato, rimettendoci coraggiosamente in gioco». Confidavo in questo imperativo lanciato dal Presidente Mattarella nel suo Messaggio di fine anno, per un inizio d’anno che mettesse al centro l’urgenza – da più parti raccomandata – di tornare sui banchi di scuola. L’avevo inteso come una sorta di imperativo categorico rivolto anche alla scuola, da cui far discendere scelte successive stringenti e coerenti, un punto di partenza ragionevole attorno a cui convogliare le decisioni di tutti: Prefetto, sindaci, presidi, insegnanti, studenti, sindacati, trasporti, tempi della città. E il bello è che “la quadra” era stata anche trovata: per settimane su tutti i fronti si era lavorato per raggiungere questo obiettivo. E poi: stop! La curva dei contagi sta salendo ancora in maniera esponenziale e a pagarla sono di nuovo gli studenti delle superiori.

Chi non li vede tutti i giorni, forse non sa dello stato di stanchezza, incertezza e preoccupazione che li attraversa e forse ignora che circa 34mila studenti sono a rischio abbandono scolastico… Per questo – come si è fatto per i commercianti – è urgente prevedere una forma di “ristoro educativo” indirizzato a tutti gli studenti toccati da questa crisi. Next Generation EU è un investimento sulle generazioni future del nostro Paese, ma – ad oggi – prevede solo l’1% per i giovani. Per questo ho deciso di firmare la petizione lanciata da Uno Non Basta per chiedere al Governo di stanziare il 10% dei 196 miliardi del Recovery Fund per le Politiche sul Lavoro: http://chng.it/nNHNwsMv. Non voltiamo le spalle al futuro.

Roberta Osculati

 Aperta Casa Alba, per donne senza fissa dimora 
Nell’ambito del Piano Freddo, apre un centro che può ospitare fino a venti donne senza fissa dimora, un modello di “azione generativa” frutto di una mobilitazione del privato e del privato sociale in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Leggi tutto

 Nuova Biblioteca Lorenteggio 
Approvato il progetto definitivo della nuova biblioteca parte del Piano Periferie: è un progetto innovativo e di alta qualità architettonica, che unisce servizi culturali e partecipazione attiva dei cittadini. Leggi tutto

 1 Città, 20 Musei, 4 Distretti 
Questo il nuovo piano strategico della Direzione Cultura, incentrato sulla creazione di quattro distretti museali urbani (Sempione, Duomo, Giardini e Ansaldo), allo scopo di migliorare i processi interni e quindi la qualità dei servizi erogati. Leggi tutto

 I lavori del Consiglio comunale 
Sono riprese regolarmente le sedute del Consiglio comunale commissioni consiliari della settimana in modalità videoconferenza. È possibile seguire entrambi sul sito del Comune di Milano.

Roberta Osculati – Newsletter 211 del 10.01.21

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Su cosa voglio puntare:

Famiglia soggetto di vita sociale Giovani, scuola, università capitale umano di Milano Una città che punta ad essere internazionale

Roberta OSCULATI  LE MIE IDEE PER MILANO

Perché ci metto la faccia Perché me l’hanno chiesto e, dopo averci riflettuto, ho trovato tre buone ragioni per candidarmi per la prima volta, da indipendente, nel Partito Democratico.

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La prima è legata alla mia storia: sono figlia di un padre che ha ricoperto per quindici anni il ruolo di sindaco democristiano nel mio paese d’origine, mentre il suo papà, mio nonno, nello stesso paese anni prima aveva fondato il Partito Comunista Italiano, Sezione di Besnate. Ebbene, guardando alle loro storie ho imparato quale debba essere lo stile e il cuore dell’impegno politico: la capacità di ascoltarsi con rispetto, di pensare insieme, di cercare con onestà la cosa giusta da fare per arrivare a una sintesi che metta sempre al centro il “bene comune”.

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La seconda viene dalla mia famiglia. La bellezza e la ricchezza che sono entrate nella nostra casa attraverso l’esperienza dell’adozione ci hanno fatto venire voglia di allargare la nostra famiglia, ma la nostra casa è troppo piccola… Allora se la casa è troppo piccola per allargare i confini del cuore, usciamo di casa, andiamo incontro alla città che è abbastanza grande per accogliere tutti: attraverso il mio impegno politico voglio contribuire a far diventare la città luogo di accoglienza, dignità, giustizia e pace per tutti.

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La terza è di natura socio-culturale. Sono sempre stata attiva nel mondo del volontariato e dell’associazionismo, sono sempre stata presente in modo responsabile lungo il percorso scolastico dei miei figli, sono insegnante di scuola superiore: tutto ciò mi ha permesso di intercettare l’umore di tante persone, famiglie e giovani, che chiedono una nuova partenza alla politica e un’attenzione diversa ad alcuni temi, come famiglia e scuola.

Su cosa voglio puntare:

Famiglia soggetto di vita sociale Giovani, scuola, università capitale umano di Milano Una città che punta ad essere internazionale