Si è fatta molta polemica in queste settimane sul fatto che le scuole chiuderebbero per colpa dell’affollamento dei mezzi di trasporto. A fronte di questa considerazione, credo sia opportuno fornire alcuni dati.

Dal primo giorno di scuola, lo scorso 14 settembre, ATM ha messo in strada tutti i giorni il 10% in più di mezzi e aumentato le frequenze, potenziando il tutto con soldi propri e del Comune di Milano, perché Regione Lombardia ha diminuito i fondi per il trasporto pubblico locale che gravita su Milano: finora, nel corso del 2020 la Giunta regionale ha dato a Milano ben 3 milioni in meno rispetto al 2019, nonostante in questi mesi ci sia stato un calo di passeggeri che ha prodotto un “buco” di 300 milioni nelle casse di ATM.

Per contro, per compensare i mancati introiti, a settembre la Lombardia ha ricevuto dal Governo centrale ben98 milioni aggiuntivi per il trasporto pubblico, soldi che non sono arrivati a Milano.

Il problema si riversa anche sul servizio dei treni di Trenord che portano a Milano studenti e lavoratori della Città metropolitana: il servizio di Trenord è aumentato solo del 7% e solo nel mese di ottobre. 

Va anche detto poi che, per alleggerire la capienza dei mezzi pubblici, Milano ha anche investito in 35 chilometri di nuovi itinerari ciclabili.

Tutto questo per dire che l’Amministrazione sta lavorando per gestire la situazione al meglio delle sue capacità e potenzialità. Ma non tutto dipende dal Comune di Milano e da ATM.

Da parte loro, invece, le scuole hanno messo in campo un sistema organizzativo molto impegnativo e prodotto misure efficaci e responsabili per contrastare la diffusione epidemica da Covid-19, con investimenti di risorse ed energie senza eguali: dispositivi di sicurezza e di protezione, ingressi e orari differenziati, sanificazione ad ogni cambio d’ora, mascherine per tutti, classi dimezzate, gestione orari per evitare assembramenti, costituzione del comitato tecnico-scientifico che deve continuamente riaggiornarsi e prendere nuove decisioni sul da farsi… Eppure, sono state le prime a chiudere, pur senza solide prove che dimostrassero che l’aumento dei contagi dipendesse proprio dalle scuole. Invece, presto constateremo che la chiusura porterà gravi conseguenze negative in termini di socialità, apprendimento e aumento del disagio sociale.

Trovo comunque consolante che si sia scelto di preservare dalla chiusura le scuole di ordine e grado inferiori perché davvero lì il disagio sarebbe stato incolmabile. Anche a fronte del fatto che meno del 10% degli utenti usa i mezzi pubblici per recarsi a scuola. Infatti generalmente i bimbi  più piccoli sono accompagnati a scuola a piedi, in bicicletta, con lo scuolabus, con auto private.