Milano, 2 novembre 2019

Discorso del Presidente del Consiglio Comunale Lamberto Bertolè in occasione della cerimonia di scoprimento delle lapidi dei nuovi benemeriti della città presso il Famedio del Cimitero Monumentale
 
Signor Sindaco, care e cari milanesi, amiche e amici,
oggi ci troviamo in questo luogo sacro per onorare e ricordare dodici nostri concittadini; uomini e donne, nati a Milano o che a Milano hanno trascorso tanta parte della loro vita, che hanno fatto onore a questa città con le loro opere, il loro ingegno e il loro impegno, in Italia e nel mondo.

Quella che emerge dalle biografie e dall’eredità dei cittadini che oggi iscriviamo al Famedio è una Milano generosa, colta, intraprendente. Una città che è cresciuta grazie all’apporto e al contributo di sensibilità diverse e di diverse culture che qui hanno trovato l’ambiente ideale per esprimersi, per creare, per dare i frutti migliori in ogni campo della vita civile. 
Qui nel Famedio ci sono l’arte, la scienza, la creatività, la storia, la musica, la solidarietà, l’ingegno di Milano. Soprattutto c’è l’espressione tangibile di una città viva, aperta, generosa, libera, che ha saputo mettere al servizio di un progetto di crescita comune le eccellenze dei singoli. 

Voglio ricordare uno ad uno questi nostri grandi concittadini, perché è dal loro lavoro che emerge con forza la ricchezza che la nostra città è capace di esprimere.

C’è innazitutto la Milano della cultura, dell’arte e della comunicazione rappresentata da figure esemplari:
– Rachele Bianchi, una delle protagoniste dell’arte plastica contemporanea degli ultimi decenni. Artista di grande talento e capacità espressiva e vincitrice di numerosi premi d’arte, Rachele Bianchi ha interpretato al meglio la creatività di Milano, testimoniando un profondo amore per la sua città di cui ha contribuito a diffondere il prestigio in Italia e in Europa.
– Gillo Dorfles: artista, critico, storico, intellettuale di prima grandezza, Gillo Dorfles ha innovato il linguaggio e i metodi della critica d’arte proponendo innovative connessioni tra arte, indagine sociologica e comunicazione. Nato a Trieste e trasferitosi nella nostra città nel 1928, Dorfles ha dato lustro a Milano, diffondendo nel mondo lo spirito ambrosiano di creatività, libertà e amore per l’innovazione
– Inge Feltrinelli: donna di eccezionale temperamento umano e di straordinaria cultura, Inge Feltrinelli ha dedicato la vita a Milano e all’Europa, portando in Italia i romanzi e i saggi della migliore cultura internazionale a cavallo tra i due secoli. Inge Feltrinelli ha legato il suo nome a quello di Milano elevando l’offerta culturale della nostra Città con un impareggiabile contributo di stile e amore per la cultura.
– Mario Cervi è stato un simbolo del migliore giornalismo milanese e italiano. È stato saggista, storico – lo ricordiamo per la collaborazione con Montanelli alla celebre Storia d’Italia – intellettuale rigoroso e infaticabile cercatore di fatti ed eventi a servizio del lettore. Con il suo lavoro ha reso onore alla tradizione giornalistica ambrosiana offrendo alla città un esempio di onestà intellettuale, coerenza e generosità.
– Elisa Penna, giornalista e fumettista …
– Maria Grazia Perini è stata scrittrice, giornalista, sceneggiatrice. Come responsabile e direttrice presso numerose testate e case editrici ha contribuito alla diffusione in Italia di generi un tempo considerati minori come fantascienza, fantastico e horror. Di lei ricordiamo la grande professionalità e l’impegno profuso per la promozione del fumetto come forma di comunicazione e di espressione artistica.

Tra i milanesi iscritti quest’anno al Famedio per il loro impegno sociale, civile e solidale ricordiamo: 
– Antonio Iosa: animatore di una importante stagione di impegno civico nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro, Iosa è stato fondatore e presidente del circolo culturale Perini, strumento ancora oggi attivo di coesione sociale, dialogo multiculturale e confronto democratico sul territorio. Milano ne ricorda l’esemplare e generoso impegno al servizio della comunità cittadina
– Paola Marozzi Bonzi, educatrice e consulente familiare, è stata la fondatrice del Centro di Aiuto alla Vita nella Clinica Mangiagalli che ha diretto per oltre 30 anni. La ricordiamo nel Famedio per l’impegno instancabile e generoso profuso nel promuovere progetti di sostegno alla maternità.
– Libero Traversa, prese parte a soli 14 anni alla Resistenza combattendo con il nome di battaglia Aiace in una formazione della Brigata Giustizia e Libertà Rosselli. Dopo la guerra si dedicò con passione alla politica ricoprendo cariche all’interno delle Istituzioni e nell’Anpi: di lui ricordiamo l’esempio di un uomo che ha dedicato tutto se stesso alla difesa della democrazia e della libertà.

Nel Famedio accogliamo oggi figure di grande valore che si sono distinte nei campi più vari: 
– Luigi Dadda, rettore del Politecnico di Milano, è stato uno dei pionieri delle Scienze informatiche in Italia e nel mondo. Con il suo lavoro e i suoi studi ha dato lustro alla Milano della scienza e del progresso tecnologico, interpretando con slancio, generosità e passione i più alti valori ambrosiani di fiducia nella ricerca e nel progresso umano.
– Giancarlo Garbelli, campione di pugilato di livello internazionale negli anni cinquanta e sessanta. Garbelli è considerato uno più grandi pugili italiani di tutti i tempi. La sua vita e i suoi successi sono lo specchio di quella caparbietà e forza di volontà dei milanesi che si manifesta nello sport e in tanti aspetti della vita sociale.
– Antonio Virgilio Savona, musicista talentuoso e raffinato, capace di combinare in modo elegante e originale canzone e spettacolo. Fu tra i fondatori del quartetto Cetra con cui contribuì a tracciare pagine memorabili della storia della musica e dell’intrattenimento del nostro Paese

Queste persone, con la loro vita e le loro opere, sono l’espressione di una società sana e vitale che possiede la forza e le energie per superare ogni difficoltà e guardare al futuro con ottimismo.
Essere riuniti oggi nel Famedio di Milano significa quindi ritrovare la parte migliore di noi stessi. 
Significa riappropriarci di un sano orgoglio comune per tutto quello che Milano è stata capace di costruire negli anni passati. 
Significa guardare al domani, prendendo atto delle straordinarie potenzialità che possediamo e che aspettano solo di dispiegarsi per dare il loro apporto alla costruzione di un futuro migliore.

Anche quest’anno le personalità scelte dalla Commissione del Comune per le onoranze al Famedio nascono da un voto concorde e unanime: si tratta di un esempio dello spirito che ci deve animare ed è un bel segnale di responsabilità per la città. 
Da questa cerimonia deve infatti uscire rafforzata e consolidata in tutti noi la consapevolezza di essere parte di un’unica comunità, ricca di tante, diverse di sensibilità, idee, opinioni e aspirazioni; una comunità dove ciascuno lavora e si impegna per realizzare i propri sogni e le proprie ambizioni, contribuendo allo stesso tempo con la propria unicità al progresso e al bene comune.

In ciascuno dei nomi che celebriamo oggi, tutta Milano riconosce i valori comuni che ci uniscono. 
Spetta a noi far sì che la grandezza di chi riposa o è ricordato qui nel Famedio continui a vivere e dare i suoi frutti. Spetta a tutte le donne e a tutti gli uomini milanesi costruire quotidianamente, con il proprio lavoro e il proprio ingegno, sviluppo, sapere, innovazione, cultura, pace e solidarietà.  
 

RACHELE BIANCHI
Artista, scultrice, profondamente milanese in tutte le espressioni della propria creatività, Rachele Bianchi è stata una delle protagoniste dell’arte plastica contemporanea degli ultimi decenni. Nata a Milano nel 1925, dopo rigorosi studi classici, ha iniziato giovanissima cimentandosi con il disegno e la scultura con le prime rassegne all’ Istituto Angelicum. La notorietà giunge negli anni Novanta con opere come “Le Nozze di Cana” e la serie dedicata a Kafka. In quegli stessi anni apre la prima rassegna personale alla galleria Zunino. Seguono una serie di primarie esposizioni in tutto il Paese: Torino, Brescia, Cosenza, Venezia, in cui le opere di Rachele Bianchi dialogano con i grandi spazi pubblici: basiliche, biblioteche, gallerie d’arte, piazze. Nel 2011 l’opera “La donna di Calabria” viene collocata in Piazza Parrasio a Cosenza. Dello stesso anno sono tre rassegne personali a La Valletta e Gozo a Malta a cui fa seguito, nell’anno successivo, una personale presso l’Istituto italiano di cultura di Atene. Vincitrice di numerosi premi d’arte, Rachele Bianchi ha interpretato la creatività di Milano testimoniando un profondo e costante amore per la sua città ed elevandone il prestigio artistico in Italia e in Europa.

GILLO DORFLES
Artista, critico, storico, intellettuale di prima grandezza, Gillo Dorfles ha innovato il linguaggio e i metodi della critica d’arte abbattendo le barriere che separavano i generi artistici, connettendo le avanguardie storiche ai gusti di massa e mantenendo sempre uno spirito libero, giovane e spregiudicato. Osservatore acuto della società e della storia, ha sempre conservato il piacere del dialogo paritario e libero con i giovani. Gillo Dorfles è nato a Trieste dove ha compiuto gli studi classici. Trasferitosi a Milano nel 1928 e laureatosi in Medicina con specializzazione in Psichiatria, si è occupato di critica d’arte a partire dagli anni Trenta. Docente di Estetica in diverse Università italiane ha fondato nel 1948 il Movimento per l’Arte Concreta insieme a Gianni Monnet, Bruno Munari e Anastasio Soldati. Nel corso degli anni Cinquanta ha dato vita a numerose rassegne con i sodali del MAC, in Italia e in Europa. Memorabili sono state l’esposizione itinerante in Cile e Argentina nel 1952 e la rassegna “Esperimenti di sintesi delle arti”, nel 1955 alla Galleria del Fiore di Milano. Nel 1956 è stato tra i fondatori dell’Associazione per il disegno industriale. Nei decenni successivi si è dedicato con intensità ad una vastissima e multiforme produzione critica proponendo innovative connessioni tra arte, indagine sociologica e comunicazione. Vincitore di premi come il Compasso d’oro dell’Associazione per il design industriale (ADI), la Medaglia d’oro della Triennale, e il Franklin J. Matchette Prize for Aesthetics, e stato insignito della Medaglia d’Oro di benemerenza civica della Città di Milano, del Grifo d’Oro di Genova e del San Giusto d’Oro di Trieste. Gillo Dorfles ha dato lustro a Milano del mondo diffondendo lo spirito ambrosiano di creatività, libertà e amore per l’innovazione.

INGE FELTRINELLI
“I libri sono la vita, i libri sono tutto”: questa la frase di Inge Schönthal Feltrinelli scelta dalla città di Milano per commemorarla in Consiglio Comunale il giorno dopo la scomparsa avvenuta il 20 Settembre 2018. Donna di eccezionale temperamento umano e di straordinaria cultura, Inge Feltrinelli ha dedicato la vita a Milano e all’Europa portando in Italia i romanzi e i saggi della migliore cultura internazionale a cavallo tra i due secoli. A lei di deve la diffusione italiana di autori e artisti come Ernest Hemingway, Allen Ginsberg, Nadine Gordimer, Pablo Picasso o Marc Chagall. Nata in Germania nel 1930, dopo aver intrapreso la carriera giornalistica ad Amburgo, fu a New York come fotoreporter: i suoi scatti raccontarono all’Europa la vita culturale della Grande Mela più di mille articoli. Nel 1960 si trasferì a Milano con il marito Giangiacomo e ne fece il centro della sua attività editoriale ma anche lo scenario della sua ispirazione. Gestì la casa editrice Feltrinelli con lungimiranza e spirito innovativo, onorando la grande editoria milanese. Tra le sue imprese più significative vi è la nuova sede della Fondazione Feltrinelli, icona architettonica della nuova Milano e centro di cultura per lettori di ogni provenienza ed età. Inge Feltrinelli ha legato il suo nome a quello di Milano conquistando il pubblico internazionale ed elevando l’offerta culturale della nostra Città con un impareggiabile contributo di stile e amore per la cultura. 

MARIO CERVI
Maestro di giornalismo, di stile e di umanità, Mario Cervi è un simbolo del migliore giornalismo milanese e italiano. Dal 1946 ha raccontato Milano dal suo posto di cronista al Corriere della Sera, informando sui più diversi aspetti della vita cittadina con lucidità esemplare. Inviato all’estero ha seguito in diretta eventi come la crisi di Suez e il golpe dei colonnelli in Grecia. Nel 1973 è stato uno dei tre giornalisti italiani che hanno seguito in diretta il golpe del generale Pinochet. Nel 1974 ha fondato Il Giornale con Indro Montanelli di cui si è sempre dichiarato allievo e con il quale ha firmato la celeberrima collana Storia d’Italia. Nel 1994 ha dato vita, insieme a Montanelli, al nuovo quotidiano La Voce. Negli ultimi anni di lavoro ha continuato a scrivere per il Resto del Carlino, La Nazione e per Il Giornale di cui ha accettato la Direzione ad honorem. Saggista, storico, intellettuale rigoroso, infaticabile cercatore di fatti, eventi e chiavi di interpretazione a servizio del lettore, ha reso onore alla tradizione giornalistica ambrosiana offrendo alla città un esempio di onestà intellettuale, coerenza e generosità.

MARIA CHIARA PERINI
Giornalista, scrittrice e sceneggiatrice, Maria Chiara Perini è stata una delle protagoniste del fumetto italiano.  Nata a Milano nel 1950, ha iniziato a lavorare nel 1968 come traduttrice per le Edizioni Corno, diventando rapidamente sceneggiatrice e poi coordinatore editoriale di riviste come L’uomo ragno, I Fantastici Quattro e Alan Ford. Dopo aver ideato il primo periodico italiano dedicato all’horror: Il Corriere della paura, nel 1978 Maria Chiara Perini è divenuta direttore editoriale per il gruppo Rizzoli, rilanciando Il Corriere dei Piccoli e il mensile Snoopy. Generosa e lungimirante nel valorizzare giovani fumettisti allora emergenti come Bonvi, Magnus, Pino Zac, Maria Chiara Perini, ha creato e fatto conoscere decine di personaggi: supereroi, agenti segreti. Con il suo talento ha trattato con profondità anche opere complesse come I Promessi Sposi o temi come la Guerra del Golfo. Pioniera e anticipatrice del nuovo ha interpretato al meglio l’anima innovatrice di Milano. 

ANTONIO IOSA
Nato in provincia di Foggia, ma vissuto a Milano per gran parte della sua vita, Antonio Iosa è stato figura di spicco della vita culturale, sociale e politica cittadina. Animatore di una importante stagione di impegno civico nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro è stato fondatore e presidente del circolo culturale Perini. Il Circolo grazie soprattutto all’opera instancabile e appassionata di Iosa è divenuto strumento attivo di coesione sociale e presidio di dialogo multiculturale e di confronto democratico sul territorio. Caduto vittima nel 1980 di un attentato da parte di esponenti delle Brigate Rosse, ha continuato, nonostante il trauma fisico e psicologico subito, a lavorare con dedizione all’affermazione dei valori di dialogo, tolleranza e non violenza, dedicando un’attenzione particolare alla promozione della memoria e della legalità tra i giovani e nelle scuole. Milano nel 2002 ha conferito ad Antonio Iosa l’Ambrogino d’Oro e oggi, con l’iscrizione al Famedio, ne ricorda l’esemplare impegno portato avanti con generosità per tutta la vita al servizio della comunità cittadina.

PAOLA CHIARA MAROZZI BONZI
Educatrice e consulente familiare, nel 1984 ha fondato il Centro di Aiuto alla Vita nella Clinica Mangiagalli, dirigendolo per oltre 30 anni con la missione di offrire sostegno alla maternità con progetti di aiuto, percorsi di ascolto, strumenti concreti di sostegno alle madri. Mantovana d’origine, milanese d’adozione, ha iniziato il suo percorso professionale come insegnante elementare dedicandosi soprattutto ai bambini con ritardo mentale. Con la fondazione del Centro Aiuto alla Vita della Mangiagalli ha concretizzato la sua idea appassionata di tutela della vita e della maternità con ineguagliabile slancio civile e morale. Ha offerto aiuto alle donne che affrontano una gravidanza inattesa o indesiderata, proponendo loro ascolto e sostegno ad una scelta libera e non dettata dal bisogno economico. Medaglia d’Oro di Benemerenza civica del Comune di Milano nel 2003, ha svolto un’intensa attività di informazione e di incontro con le realtà attive nel sostegno alla maternità. Nel 2017, su invito della Chiesa ortodossa e cristiana di Mosca ha organizzato in Russia un convegno sull’ascolto delle donne in difficoltà a causa della gravidanza. Coraggiosa, tenace, appassionata sostenitrice della vita, Paola Chiara Marozzi Bonzi ha dato lustro alla città di Milano attraverso una forza empatica e professionale indiscussa difendendo in ogni circostanza la libertà di scelta della donna.

LIBERO TRAVERSA
Libero Traversa nato e cresciuto da famiglia di convinti antifascisti, scelse a soli quattordici anni di entrare in clandestinità per combattere la dittatura e l’occupante tedesco. Unitosi, con il nome di battaglia Aiace, a un distaccamento della Brigata Giustizia e Libertà Rosselli prese parte alla Resistenza fino alla Liberazione. Dopo la guerra continuò la militanza politica attiva aderendo al partito comunista. Questa passione per la politica lo ha accompagnato per tutta la vita, portandolo a partecipare alle vicende delle formazioni nate in seguito allo scioglimento del PCI. Attivo all’interno delle Istituzioni locali, ricoprì la carica di consigliere provinciale negli anni settanta e fu membro del comitato provinciale dell’Anpi divenendo presidente onorario della Sezione 25 Aprile. Libero si dedicò anche alla professione giornalistica assumendo incarichi all’interno di varie testate legate a movimenti politici e sindacali. La sua vita è una testimonianza concreta di amore per la libertà e la democrazia. Un esempio di impegno politico appassionato e generoso all’interno di quelle Istituzioni democratiche che lui stesso ha contribuito ad affermare e a costruire sin dalla più giovane età. Il Comune di Milano dopo avergli tributato la massima onorificenza cittadina nel 2007 ricorda la sua figura iscrivendo il suo nome nel famedio tra i milanesi più illustri.

MARIA GRAZIA PERINI
Milanese di nascita, Maria Grazia Perini è stata scrittrice, giornalista, sceneggiatrice. Cominciò giovanissima a lavorare nel mondo dell’editoria collaborando con la redazione di Selezione Donna del gruppo Selezione del Reader’s Digest. Da allora intraprese una carriera ricca e diversificata che l’ha vista ricoprire posizioni di direzione e responsabilità presso numerose testate e case editrici: ha diretto il Corriere dei Piccoli, Snoopy, Quattrozampe, Eureka e coordinato tutte le testate Marvel edite dalla Editoriale Corno. Appassionata di fantascienza, del fantastico e dell’horror ha dato un contributo importante alla diffusione di questi generi in Italia creando collane a fumetti come Shang-Chi, Dracula e Il Corriere della Paura. La passione con cui ha sostenuto la crescita e l’affermazione del fumetto italiano, ha fatto di lei un vero esempio e un modello per tanti giornalisti, autori e disegnatori del nostro Paese. Più volte premiata per il suo lavoro, ha ottenuto nel 1975 il premio dell’Associazione Nazionale Amici del Fumetto e nel 1989 il premio Ravello. Di lei Milano ricorda la grande sensibilità, la professionalità e l’impegno profuso per la promozione del fumetto come forma di comunicazione e di espressione artistica. 

LUIGI DADDA
Rettore del Politecnico di Milano per dodici anni, dal 1972 al 1984, Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana, Luigi Dadda è stato uno pionieri delle Scienze informatiche in Italia e nel mondo. Nel 1954, dopo la Laurea in Ingegneria elettrotecnica, richiede per il proprio Istituto, il Politecnico di Milano, l’assegnazione di un calcolatore elettronico digitale. Il rettore Gino Cassinis lo invia in California per collaborare alla realizzazione della macchina CRC 102A che viene installata nel settembre dello stesso anno facendo di Milano la prima città d’Europa ad essere dotata di un computer. Divenuto Professore ordinario di Elettrotecnica nel 1960 ha coordinato fondamentali ricerche sui sistemi di calcolo, sui microelaboratori, sui linguaggi dati e sulle reti di calcolatori facendo compiere alle Scienze informatiche decisivi progressi, ancora oggi a fondamento delle più complesse architetture per l’elaborazione dei dati. Nel 2016 gli è stato conferito il prestigioso “Mileston Award” dell’Institute of Electrical and Electronics Engineers”, l’Associazione professionale mondiale degli Ingegneri elettronici: gli unici italiani a riceverlo prima di lui furono Alessandro Volta, Guglielmo Marconi ed Enrico Fermi. Luigi Dadda ha dato lustro alla Milano della scienza e del progresso tecnologico in tutto il mondo, interpretando con slancio, generosità e passione i più alti valori ambrosiani di fiducia nella ricerca e nel progresso umano e di apertura al mondo.

GIANCARLO GARBELLI
Nato a Sant’Angelo Lodigiano nel 1931, Giancarlo Garbelli è stato campione di pugilato dei pesi medi e welter e boxeur di livello internazionale. Figlio d’arte, di aspetto gracile al punto di essere soprannominato “el ranin” (girino), cresce tra le difficoltà della guerra e alla morte del padre, nel 1945, si dedica ad emularne le gesta sportive mentre svolge vari mestieri per mantenersi. Dopo centoventi match da dilettante passa al professionismo nel 1952. Otterrà 72 vittorie su 98 incontri e terminerà la carriera nel 1963 senza subire atterramenti né KO. Negli Stati Uniti si guadagna l’appellativo di “Fighter d’Italia” grazie al suo coraggio e alla sua tenacia. Tra i suoi combattimenti più importanti si ricordano quello con Duilio Loi per il titolo italiano, perso ai punti nel 1955, e la sfida al campione europeo László Papp nel 1960, conclusa in parità. Lasciato il ring si dedica a numerose attività imprenditoriali e artistiche, facendo anche l’attore per cinema e pubblicità. Nel 2015 viene insignito della cintura “World Champion WBC” ad honorem per essere stato uno più grandi pugili italiani di tutti i tempi. La sua vita e i suoi successi sono lo specchio della caparbietà e della dedizione ambrosiana, di quella tenacia che ha portato Milano dal Dopoguerra ad oggi ai vertici della scena internazionale.

ANTONIO VIRGILIO SAVONA
Nato a Palermo nel 1919 e trasferitosi a Roma in giovanissima età, Antonio Virgilio Savona mostrò sin da giovane uno spiccato interesse per la musica che educò e affinò con lo studio del pianoforte al conservatorio di Santa Cecilia. Si distinse per le doti d’improvvisatore e per lo spiccato interesse per il jazz nonostante quel genere musicale fosse osteggiato dalla dittatura. Partecipò alla vivace scena musicale della capitale e, entrato in contatto con altri giovani musicisti, diede vita negli anni della guerra al quartetto Cetra. Il quartetto, del quale entrò a far parte anche sua moglie, Lucia Mannucci, si caratterizzò per uno stile originale vicino al jazz e allo swing, ma aperto alle influenze di altri generi musicali, da quelli più innovativi alla musica popolare e tradizionale: la capacità di combinare in modo elegante canzone e spettacolo decretò per Savona e il quartetto Cetra uno straordinario successo di pubblico anche al di fuori dei confini nazionali. Antonio Virgilio Savona trascorse tanta parte della sua vita Milano e la città ne ricorda il talento, la raffinatezza, e il senso dello spettacolo con cui ha contribuito a tracciare alcune pagine memorabili della storia della musica e dell’intrattenimento del nostro Paese.