1° giugno 2019

Riporto integralmente il post di Anna Scavuzzo, Vicesindaca di Milano e Assessore alla Sicurezza, a proposito di taser, anche a seguito della mozione votata dalla maggioranza di centrosinistra in Consiglio comunale contro l’uso degli stessi da parte della Polizia Locale di Milano. 

«L’art. 19 del cosiddetto Decreto Sicurezza introduce per i Comuni con più di 100mila ab. la possibilità di sperimentare armi a impulsi elettrici, che prima chiamavano taser.
Acquisto, formazione e addestramento a spese del Comune o al più della Regione, se stanzia fondi. 

La sperimentazione si può avviare su due agenti con qualifica di pubblica sicurezza, per sei mesi, dopo aver opportunamente modificato il regolamento e fatto l’addestramento, il tutto previo accordo con ATS.

Non ho capito il richiamo al dm 4.3.1987 n.145 con l’esclusione dell’art 2 c.2: il Decreto esplicitamente rimuove l’indicazione di comunicare al Prefetto detto regolamento. Sto approfondendo il motivo.

A Milano stiamo introducendo lo spray al peperoncino a valle di diversi approfondimenti, anche in merito all’acquisto e alla formazione.  
A breve affronteremo un ulteriore confronto sul tema legittimamente richiesto dai sindacati.

Avremo in campo 500 dotazioni di spray urticante e ne valuteremo uso ed efficacia.

Abbiamo scelto una dotazione a tutela degli Agenti. Dotazione che non causa danni, ma provoca irritazione e fastidio in chi viene colpito, quindi efficace come strumento di difesa.

Sperimentare per sei mesi, su due Agenti di Polizia Locale un’arma che è allo stesso tempo in sperimentazione alla Polizia di Stato mi pare francamente inutile. 
Mi suona come un contentino che strizza l’occhio a qualcuno e contemporaneamente lo prende in giro, rendendo questa sperimentazione velleitaria. 

Inoltre: il dibattito a livello internazionale sull’uso di questi dispositivi fa emergere pareri diversi e si sono levate voci che mettono in guardia sull’uso di uno strumento che non è escluso possa causare danni gravi in chi riceve la scossa.

La sperimentazione è avviata in Polizia di Stato, aspettiamo esiti e indicazioni per valutare il dispositivo e la sua regolamentazione.

L’arma comune a impulsi elettrici non è pensata in alternativa all’arma di ordinanza. Quando si usa l’una e quando si userebbe l’altra è materia di approfondimenti tutt’altro che superflui e potrà aiutarci a capirlo, credo, la Polizia di Stato al termine della sua sperimentazione.

Questa discussione, però, ci porta a considerazioni ancora più importanti: se non poniamo un argine a questa tendenza a trasformare gli Agenti di Polizia Locale in Agenti di Polizia tout court, senza che mai qualcuno si prenda la briga di mettere mano al profilo e al contratto, arriveranno solo danni ai nostri operatori di PL.

Il decreto non aggiunge ulteriori indicazioni se non qualche richiamo normativo.

Ora mi chiedo: che idea ha della Polizia Locale il Ministro degli Interni?
Continueremo ancora a lungo a vedere aggiungere responsabilità, compiti e obblighi, strumentazioni… senza che nessuno si preoccupi di verificare se il profilo dell’agente di Polizia Locale corrisponde a ciò che chiediamo loro di fare? 

Dal Ministro non arrivano modifiche sostanziali alle condizioni in cui possono e devono lavorare, si propone solo implementazione di dotazione di difesa/offesa. Ma allora il loro lavoro è cambiato o no?

Invece di far finta di investire sulla Polizia Locale dando l’idea di assegnare dotazioni analoghe a quelle della Polizia di Stato, mettiamoci intorno a un tavolo per discutere che cosa, come, quando e a che condizioni lavora un Agente di Polizia Locale a cui diamo pistola, mazzetta distanziatrice, spray urticante e ora anche taser.

E ancora: un Agente che opera in una città complessa come Milano, Roma, Napoli o Palermo… ha bisogno di un inquadramento diverso rispetto a quello di un piccolo centro, dove magari non è neppure armato, sì o no?

I contratti decentrati permettono una differenziazione molto, molto limitata.

Valuteremo nuove e diverse dotazioni quando il ministro discuterà concretamente un inquadramento che corrisponda a ciò che chiede ai nostri Agenti di Polizia Locale».