8 maggio

Finalmente anche la Corte di Cassazione italiana, pronunciandosi contro la maternità surrogata, ha stabilito che “di mamma (biologica) ce n’è una sola” e ha così vietato la trascrizione in Italia di atti di nascita formati all’estero in paesi che consentono detta pratica, tema che stato oggetto di lunghe discussioni anche presso il Comune di Milano. Come avevo suggerito nel mio intervento sul tema, le coppie omosessuali che hanno avuto un figlio all’estero nato con la maternità surrogata potranno seguire un particolare percorso di adozione. 

Sono molto contenta che il verdetto si sia espresso “a tutela della gestante e dell’istituto dell’adozione”! Leggi la sentenza.

Tuttavia non possiamo abbassare la guardia, perché nel frattempo la Corte europea dei diritti umani (Cedu), il 10 aprile scorso, ha stabilito che ogni Stato può decidere di registrare entrambi i genitori attraverso la trascrizione immediata oppure un’altra procedura, come l’adozione. Perciò non sottovalutiamo chi ci rappresenterà a livello europeo anche sul fronte dei diritti perché la posta in gioco è alta e la battaglia ancora aperta.