1 febbraio 2018

Ci sono sedute in cui sento in modo particolare l’onore di sedere in Consiglio Comunale!

In occasione della Giornata della Memoria, è stato presentato in Consiglio Comunale uno studio sui cittadini milanesi dipendenti comunali “dispensati dal lavoro” poiché ebrei: 16 persone, di cui 4 deportate in campi di concentramento.

Lo studio è frutto di un Ordine del Giorno presentato un anno fa dalla consigliera del Partito Democratico Diana De Marchi e votato in Consiglio all’unanimità ed è stato realizzato dagli studenti dell’Università degli Studi di Milano presso la Cittadella degli Archivi del Comune e in collaborazione con la Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC).

Abbiamo ascoltato il racconto incredibile e tragico delle storie normali e ordinarie di cittadini come noi: segretarie, impiegati, medici, ragionieri… tutti regolarmente dipendenti dell’amministrazione comunale, tutti «dispensati dal lavoro perché ebrei» a seguito del Regio Decreto Legge del 17 novembre 1938, prontamente entrato in vigore dal 1° gennaio 1939.

La storia andrebbe studiata su questi libri: è stato commovente sfogliare le pagine della “Rubrica degli ebrei residenti a Milano” e avere tra le mani “L’elenco generale delle abiure e delle conversioni” o il “Registro delle denunce di appartenenza alla razza ebraica”. Ma la cosa che fa veramente specie, è pensare che ancora oggi c’è chi orgogliosamente parla di “razza bianca” seminando odio e disprezzo per chi è diverso…

Avere davanti agli occhi quegli elenchi e ascoltare quelle storie dà tutta la concretezza di quanto è accaduto e ci fa sentire ancor più urgente l’impegno per contrastare i razzismi di oggi.