Consigliera Comunale di Milano

Partito Democratico
Presidente Commissione Periferie
Presidente Commissione di Studio per un Piano integrato di Politiche familiari

Lettera del Sindaco Giuseppe Sala ai lavoratori del Comune di Milano:

18 dicembre 2019

Cari tutti che lavorate al Comune di Milano,

colgo l’occasione dell’avvicinarsi delle feste di fine anno per rivolgere a voi e alle vostre famiglie i miei migliori auguri e per condividere qualche riflessione su quel che ci attende.

Pochi giorni fa abbiamo ascoltato le parole del Presidente della Repubblica che ci ha fatto l’onore della sua presenza al Consiglio Comunale in occasione del 50° anniversario della strage di Piazza Fontana. Egli ha definito Palazzo Marino “luogo della democrazia della comunità milanese”. È un riconoscimento per nulla scontato il cui valore voglio condividere con ciascuno di voi. Stiamo vivendo una fase storica di grandi contraddizioni e di forti tensioni, ma è giusto ricordare che se Milano è per molti additata a un esempio, molto si deve al ruolo che il suo Comune ha svolto sempre e particolarmente negli ultimi decenni. Milano ha saputo reagire agli orrori delle stragi e del terrorismo per la tenuta delle sue Istituzioni e per la loro coesione con i Milanesi. Milano ha potuto costruire la nuova stagione di crescita e di presenza internazionale anche grazie al Comune di Milano che si è confermato anche nella fase di sviluppo il partner chiaro, affidabile e corretto per i tanti che vogliono investire nella nostra città.

Ben venga dunque che ci si possa compiacere di questa Milano che sembra segnare la strada a un Paese ancora avvolto nelle sue difficoltà e nelle sue incertezze. Ma questo primato non ci deve far dimenticare che la democrazia (parola spesso dimenticata da questo clima di scontro e di belligeranza continui) per essere tale ha bisogno di essere corroborata dall’equità. Il Comune di Milano per essere veramente “luogo della democrazia” non può sopportare che nella nostra città si mantengano differenze economiche e sociali che rendono difficile la stessa partecipazione civile ai tutti i suoi cittadini. Riuscire in questo non è né facile né semplice. Dobbiamo diffidare sempre di tutti gli eroi di un solo giorno che continuano a rappresentare la soluzione dei problemi di oggi con semplici formulette. Non esiste alcuna bacchetta magica che in un attimo crei mondi nuovi sicuri, giusti ed equi.

Noi tutti sappiamo bene che per risolvere i problemi sociali di Milano esiste una sola regola: l’impegno, il lavoro che giorno per giorno crea le condizioni, nei limiti dei tempi, della legge e delle risorse disponibili, perché la città progredisca in tutti i suoi quartieri, in tutte le sue strade, in tutte le sue case. Il Comune di Milano, noi tutti, continueremo ad alimentare la nostra credibilità se eserciteremo prima di tutto con grande responsabilità il nostro dovere di essere comunità nella comunità. Noi abbiamo infatti il compito di essere una comunità di persone che, lavorando con dedizione, professionalità e rigore, sa essere vicina ai cittadini e ai loro problemi, cercando continuamente le migliori soluzioni per risolverli. Questa è la grande rivoluzione che vi chiedo di compiere insieme: essere capaci di realizzare in benefici per i cittadini i mezzi e gli strumenti che il Comune ha a sua disposizione. Certo, so bene delle difficoltà e delle complessità che si devono affrontare ogni giorno. Capisco bene la fatica che si deve patire per superare i tanti ostacoli burocratici che si frappongono al “mettere a terra” progetti e soluzioni. Ma so altrettanto bene che voi siete in grado di farlo perché amate questa città e siete orgogliosi di esserne i capaci e valenti servitori.

Apriamoci, dunque, alla città, all’ascolto e alla soluzione dei suoi bisogni. Proprio quest’anno dai più giovani, da molti dei nostri figli e dei nostri nipoti, è giunta anche verso il Comune la pressante richiesta di affrontare seriamente e concretamente il tema ambientale. Sarebbe sbagliato sottovalutare queste richieste che impegnano così seriamente il nostro futuro. Continua anche la richiesta di sicurezza e di un maggior controllo del nostro territorio. Queste ansie non si specchiano nelle statistiche che segnalano una continua decrescita di delitti e di reati ma sono il segno di un disagio che non può essere allietato con muri, ruspe e ronde di vario genere bensì con la costruzione di nuovi modelli sociali che si basano prima di tutto sul diritto alla casa, all’educazione, alla sanità e al lavoro. Si tratta di tematiche, come evidente, molto ardue da risolvere e che richiedono, da ciascuno di noi, un’azione che, dai grandi progetti fino alle piccole azioni di tutti i giorni, cerchi continuamente di servire il bene pubblico.

Ogni giorno, ogni mattina, ogni ora chiediamoci se quel che stiamo facendo si possa tradurre in un reale vantaggio per i cittadini. Cerchiamo di evitare i tranelli amministrativi che bloccheranno il migliore dei progetti. Collaboriamo con i colleghi e con gli altri uffici affinché prerogative, ruoli e competenze non confliggano ma concorrano tutti alla realizzazione del bene comune. E soprattutto abbiamo sempre in mente che dalle nostre azioni, dalla nostra efficacia, dalla nostra velocità dipendono i destini e la felicità di tanti, tantissimi milanesi. So che avete già dimostrato con i fatti di avere a cuore questa città: vi chiedo l’aiuto per far sì che la nostra azione e i suoi risultati siano sempre di più all’altezza delle volontà di Milano.

Da ultimo, un invito cui tengo particolarmente. Come vedete, da qualche tempo il Comune ha ricominciato ad assumere. Già diverse centinaia di giovani sono stati introdotte e introdotti nella squadra comunale. È una straordinaria opportunità per tutti noi. E anche le difficoltà che i giovani devono affrontare per affermarsi in ambienti nuovi, specie quelli dotati di grande personalità, come il Comune di Milano. Vi chiedo di aiutare questi giovani, di semplificare il loro inserimento, di aprire loro qualche strada sulla base della vostra esperienza. Sarà un bene per tutti. Alcuni non ce la faranno, altri se ne andranno, altri diventeranno le future colonne del nostro Comune. Ma nessuno di loro, ve lo assicuro, dimenticherà mai come è stato accolto e aiutato nei suoi primi tempi di lavoro tra noi.

Auguri, dunque, a voi e alle vostre famiglie. E auguri a noi tutti di saper confermare quel riconoscimento del Presidente Mattarella amando, costruendo e realizzando tutti insieme una Milano sempre più democratica perché moderna, equa ed aperta. Una città giusta. Quella che noi tutti vogliamo.

Giuseppe Sala    

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Su cosa voglio puntare:

Famiglia soggetto di vita sociale Giovani, scuola, università capitale umano di Milano Una città che punta ad essere internazionale

Roberta OSCULATI  LE MIE IDEE PER MILANO

Perché ci metto la faccia Perché me l’hanno chiesto e, dopo averci riflettuto, ho trovato tre buone ragioni per candidarmi per la prima volta, da indipendente, nel Partito Democratico.

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La prima è legata alla mia storia: sono figlia di un padre che ha ricoperto per quindici anni il ruolo di sindaco democristiano nel mio paese d’origine, mentre il suo papà, mio nonno, nello stesso paese anni prima aveva fondato il Partito Comunista Italiano, Sezione di Besnate. Ebbene, guardando alle loro storie ho imparato quale debba essere lo stile e il cuore dell’impegno politico: la capacità di ascoltarsi con rispetto, di pensare insieme, di cercare con onestà la cosa giusta da fare per arrivare a una sintesi che metta sempre al centro il “bene comune”.

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La seconda viene dalla mia famiglia. La bellezza e la ricchezza che sono entrate nella nostra casa attraverso l’esperienza dell’adozione ci hanno fatto venire voglia di allargare la nostra famiglia, ma la nostra casa è troppo piccola… Allora se la casa è troppo piccola per allargare i confini del cuore, usciamo di casa, andiamo incontro alla città che è abbastanza grande per accogliere tutti: attraverso il mio impegno politico voglio contribuire a far diventare la città luogo di accoglienza, dignità, giustizia e pace per tutti.

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La terza è di natura socio-culturale. Sono sempre stata attiva nel mondo del volontariato e dell’associazionismo, sono sempre stata presente in modo responsabile lungo il percorso scolastico dei miei figli, sono insegnante di scuola superiore: tutto ciò mi ha permesso di intercettare l’umore di tante persone, famiglie e giovani, che chiedono una nuova partenza alla politica e un’attenzione diversa ad alcuni temi, come famiglia e scuola.

Su cosa voglio puntare:

Famiglia soggetto di vita sociale Giovani, scuola, università capitale umano di Milano Una città che punta ad essere internazionale